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Tipi di vibratori: guida completa ai 9 modelli

Bullet, wand, rabbit, succhia-clitoride, da indossare, di coppia, con app: i 9 modelli principali spiegati da Lola, con i criteri per scegliere bene.
Tipi di vibratori: tre sex toy viola, rosa e nero su lenzuola grigio-azzurre

Recensioni e guide all’acquisto · di Lola

I tipi di vibratori oggi sono così tanti che entrare in un sex shop, anche online, può sembrare come entrare in un negozio di elettronica senza sapere la differenza tra un tablet e un frullatore. Bullet, rabbit, wand, succhia-clitoride, da indossare, con app: nomi che promettono molto e spiegano poco.

Io sono Lola e di giocattoli ne ho provati parecchi, per lavoro e (lo ammetto) per piacere. In questa guida vi racconto i 9 modelli principali: come sono fatti, che sensazione danno, per chi sono pensati e quali errori evitare. Niente marchi, niente prezzi: solo quello che serve per scegliere bene, la prima volta come la decima.

In breve

  • I tipi di vibratori si dividono in tre famiglie: per la stimolazione esterna, interna o doppia.
  • Ecco i 9 modelli principali, da bullet e wand fino ai toy di coppia e con app.
  • Per scegliere contano più materiale, forma e tipo di vibrazione che potenza e numero di programmi.
  • Usare un vibratore è comune e non «rovina» la sensibilità: lo dicono i dati.

Tipi di vibratori: come orientarsi prima di scegliere

Partiamo da una domanda semplice, che quasi nessuno si fa: dove volete sentire la vibrazione? Sembra banale, ma è la chiave per capire tutti i tipi di vibratori in commercio. La maggior parte dei modelli nasce per una di queste tre missioni.

  • Stimolazione esterna: clitoride, vulva, capezzoli, perineo, ma anche glande, scroto e qualunque zona sensibile del corpo.
  • Stimolazione interna: vaginale (con attenzione alla parete anteriore, la famosa zona del punto G) oppure anale, solo con toy progettati per questo.
  • Stimolazione doppia: interna ed esterna insieme, nello stesso oggetto.

Poi c’è il modo in cui il toy si muove. Il motore classico produce una vibrazione, che può essere superficiale e ronzante oppure profonda e cupa (in gergo, «rumbly»). I modelli più recenti usano invece onde di pressione d’aria, che stimolano senza contatto diretto, oppure movimenti di pulsazione e rotazione. Conoscere queste differenze vi salva da parecchi acquisti sbagliati.

Morale: se state leggendo questa guida, siete in ottima compagnia. E se vi sembra di non saperne nulla, nessun problema. Conoscere i tipi di vibratori non è una materia da esperti: bastano dieci minuti e un po’ di curiosità. Ecco la mappa completa, prima di entrare nel dettaglio modello per modello.

Infografica sui tipi di vibratori: tabella comparativa dei 9 modelli con tipo di stimolazione e uso ideale
I 9 tipi di vibratori a confronto: dove stimolano e per chi sono pensati.

Ora che avete il quadro, vi porto in giro per gli scaffali. Ogni modello ha una sua personalità, e i tipi di vibratori somigliano un po’ ai cani: ci sono quelli piccoli e vivaci, quelli grandi e tranquilli, quelli che fanno tutto da soli.

I tipi di vibratori per la stimolazione esterna

Cominciamo dalla famiglia più amata. Non è un caso: per moltissime persone con la vulva, il piacere passa soprattutto dal clitoride. Una ricerca su oltre mille donne americane tra i 18 e i 94 anni ha rilevato che solo il 18,4% riteneva sufficiente la penetrazione per arrivare all’orgasmo, mentre il 36,6% considerava necessaria la stimolazione del clitoride e un altro 36% diceva che con il clitoride coinvolto l’orgasmo è migliore. Ecco perché, tra tutti i tipi di vibratori, quelli esterni sono spesso il punto di partenza ideale.

1. Il bullet: piccolo, discreto, sottovalutato

Ha la forma e le dimensioni di un rossetto o poco più. Il bullet è il «coltellino svizzero» del piacere: si usa sul clitoride, sui capezzoli, lungo il corpo, durante la penetrazione con il partner. Costa poco spazio in valigia e quasi nessuno lo riconosce a prima vista.

Il limite? La potenza, di solito più contenuta, e una vibrazione spesso superficiale. Per chi è alle prime armi è perfetto; per chi cerca sensazioni intense può risultare un antipasto. Tra i tipi di vibratori, è quello che consiglio di avere sempre nel cassetto, anche come secondo giocattolo.

2. Il wand: il massaggiatore che ha fatto carriera

Testa arrotondata, manico lungo, vibrazione profonda. Molti wand sono nati come massaggiatori per spalle e schiena, e lo sono ancora: è uno dei pochi toy che potete usare anche dopo una giornata al computer. Sul corpo, però, cambiano mestiere.

La vibrazione si diffonde su un’area ampia e arriva in profondità: è ideale per chi trova «troppo puntiformi» gli altri tipi di vibratori o per chi ha bisogno di una stimolazione intensa per raggiungere l’orgasmo. Sono più ingombranti, a volte rumorosi; i modelli migliori oggi sono ricaricabili e senza filo. Un consiglio: partite dalla velocità più bassa e, se serve, mettete un tessuto morbido in mezzo. Potrebbe sorprendervi.

Sei vibratori diversi in colori pastello allineati su sfondo giallo: bullet, rabbit, wand, succhia clitoride, di coppia, ovetto

3. Il succhia-clitoride: l’aria al posto del contatto

È la vera novità degli ultimi anni. Non vibra nel senso classico: una piccola bocchetta si appoggia attorno al glande del clitoride e crea onde di pressione d’aria, una sensazione che molte persone descrivono come vicina al sesso orale. Spesso porta all’orgasmo in tempi rapidi, anche a chi con altri tipi di vibratori fa fatica.

Va posizionato bene (la bocchetta deve circondare il clitoride, non schiacciarlo) e un po’ di lubrificante a base d’acqua migliora la tenuta. Non è per tutti: alcune persone lo trovano troppo intenso o troppo «meccanico». Ma se dovessi indicare il modello che ha cambiato le abitudini di più persone negli ultimi anni, sceglierei lui. Trovate le tipologie disponibili nella sezione succhia-clitoride dello shop.

I vibratori interni: classico e punto G

Passiamo ai tipi di vibratori interni. Qui contano soprattutto forma, lunghezza utile e consistenza. Un consiglio che vale per tutti i tipi di vibratori pensati per la penetrazione: non lasciatevi ipnotizzare dalle misure. Più grande non significa più piacevole, e nella maggior parte dei casi un diametro medio regala più sensazioni di uno spettacolare.

4. Il vibratore classico (o realistico)

È l’antenato della famiglia: forma cilindrica o ispirata all’anatomia maschile, motore alla base o lungo l’asta. Oggi esistono versioni lisce e minimaliste, versioni realistiche con venature e glande, versioni in silicone morbido che si piegano leggermente.

È adatto a chi apprezza la sensazione di pienezza e vuole un toy versatile, da usare anche esternamente. Il difetto di molti modelli economici è la vibrazione concentrata sulla punta: chiedete sempre (o leggete nella scheda) dove si trova il motore. Fa una grande differenza.

5. Il vibratore per il punto G

Si riconosce dalla punta curva o leggermente ingrossata, pensata per raggiungere la parete anteriore della vagina, qualche centimetro dopo l’ingresso. Sul punto G la scienza discute da decenni: c’è chi lo considera una struttura a sé e chi un’area dove clitoride interno, uretra e parete vaginale lavorano insieme. A noi interessa il risultato, e per molte persone la pressione in quella zona è molto piacevole.

Il segreto è la pressione più che la velocità: movimenti lenti, a «vieni qui» con la punta, e pazienza. Tra i tipi di vibratori interni è quello che richiede un minimo di esplorazione, ma che spesso ripaga di più. Se la penetrazione vi provoca fastidio o dolore, fermatevi e parlatene con un medico: ne abbiamo scritto nella guida sul dolore durante i rapporti.

Prima di passare ai modelli multitasking, ecco un promemoria rapido da tenere a portata di mano quando sfogliate il catalogo.

Se cercate… Partite da Perché
Un primo toy semplice Bullet Piccolo, versatile, poco impegnativo
Un orgasmo rapido Succhia-clitoride Stimolazione intensa senza contatto diretto
Sensazioni profonde Wand Vibrazione ampia e potente
Pienezza e stimolazione esterna Rabbit Due motori in un solo oggetto
Mani libere Da indossare Resta in posizione da solo

Doppia stimolazione e toy da indossare

Qui entriamo nel territorio dei multitasking. Sono i tipi di vibratori che fanno due cose insieme, o che vi lasciano le mani libere per fare altro.

6. Il rabbit: due stimolazioni in un solo oggetto

Un’asta per l’interno e un braccio esterno, spesso con due «orecchie», che vibra sul clitoride durante la penetrazione. È diventato un’icona pop grazie a una celebre serie tv di fine anni Novanta, e da allora non è più uscito di scena.

Funziona benissimo quando la distanza tra asta e braccio corrisponde alla vostra anatomia; quando non corrisponde, il braccio esterno finisce nel posto sbagliato e la magia svanisce. Cercate modelli con braccio flessibile e motori indipendenti, da regolare separatamente. Nella sezione rabbit trovate le diverse forme.

7. I vibratori da indossare

Ovetti vibranti, mini vibratori da inserire nella biancheria, modelli a farfalla con lacci: sono pensati per restare in posizione da soli. Si usano a casa per avere le mani libere, oppure per giochi più audaci, con il partner che tiene il telecomando. Tra tutti i tipi di vibratori, sono quelli con la componente più «mentale»: il brivido sta anche nell’attesa.

Due avvertenze. Gli ovetti si usano solo per via vaginale, mai anale, e devono avere un cordino di recupero robusto. E i giochi «in pubblico» vanno fatti con buon senso: in modo che nessuno, oltre a voi due, sia coinvolto senza saperlo. Il consenso vale anche per chi vi sta intorno. Le tipologie le trovate in ovetti e palline.

Prima di passare ai modelli per due, una curiosità tutta mia: sono sicura che ognuno di voi, leggendo fin qui, ha già un preferito. Ditemelo.

Il sondaggio

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Tipi di vibratori per la coppia e con app

Un vibratore non è un rivale del partner. È un collega. E alcuni tipi di vibratori sono progettati proprio per lavorare in squadra, durante il sesso di coppia o a distanza.

8. Il vibratore di coppia

Ha spesso una forma a U o a C: una parte si inserisce in vagina e l’altra resta all’esterno sul clitoride, in modo da poter essere indossato durante la penetrazione. Il partner sente la vibrazione, chi lo indossa riceve una stimolazione doppia. Esistono anche gli anelli vibranti, da posizionare alla base del pene: aiutano l’erezione a mantenersi e portano la vibrazione sul clitoride durante il rapporto.

Il consiglio è provarli prima in solitaria, per capire la posizione giusta, e poi insieme, ridendo degli inevitabili aggiustamenti. Le varianti le trovate in vibratori di coppia.

9. Il vibratore con app o telecomando

Più che un modello, è una funzione che si aggiunge a molti degli altri tipi di vibratori: il toy si comanda dallo smartphone o da un piccolo telecomando. Le app permettono di creare ritmi personalizzati, di seguire la musica e soprattutto di passare il controllo al partner, anche se vive in un’altra città. Per le coppie a distanza è una piccola rivoluzione.

Due domande da fare prima di comprare, valide per tutti i tipi di vibratori connessi: l’app funziona senza creare un account con i vostri dati personali? E il toy si usa anche senza telefono, con i tasti? La privacy, in camera da letto, conta quanto il piacere. Trovate i modelli connessi in toy con app.

Bonus: e per chi ha il pene?

Molti dei tipi di vibratori che abbiamo visto funzionano su qualunque corpo: un bullet sul frenulo o un wand sul perineo sono esperienze che valgono la prova. Esistono poi i masturbatori vibranti e gli stimolatori prostatici, pensati per raggiungere la prostata attraverso l’ano. Per questi ultimi la regola è inderogabile: solo toy nati per l’uso anale, con una base abbastanza larga da impedire che scivolino all’interno, come ricorda anche la Sexual Medicine Society of North America. E tanto lubrificante.

«Il miglior vibratore non è il più potente. È quello che vi viene voglia di usare di nuovo.»

Vibratore: come scegliere senza farsi fregare

Conoscere i tipi di vibratori è metà del lavoro. L’altra metà è leggere la scheda prodotto con occhio critico. Ecco i criteri che guardo io, in ordine di importanza. Spoiler: la potenza massima non è al primo posto.

  1. Il materiale. Il silicone di grado medico, non poroso, è il riferimento: si lava bene, non trattiene batteri, dura anni. Anche vetro, acciaio e plastica rigida ABS sono non porosi. Diffidate di jelly, gomme morbide e materiali dall’odore chimico.
  2. Il tipo di vibrazione. Profonda o superficiale, a contatto o ad aria. Se un toy vi è sembrato «solletico», probabilmente cercate qualcosa di più profondo.
  3. La forma. Deve adattarsi al vostro corpo, non il contrario. Curve, flessibilità e impugnatura contano più delle funzioni.
  4. Il rumore. Se avete coinquilini, figli o pareti sottili, sarà la caratteristica che apprezzerete di più.
  5. Ricarica e impermeabilità. Meglio la ricarica USB o magnetica delle pile. La sigla IPX7 indica che il toy resiste all’immersione temporanea: utile per la doccia e per la pulizia.

Un’ultima nota pratica sul lubrificante: con i toy in silicone usate un lubrificante a base d’acqua. Quelli al silicone, su alcuni modelli, possono rovinare la superficie nel tempo. Nel dubbio, fate una prova su una zona nascosta del toy. Trovate le diverse formule nella sezione lubrificanti e i detergenti dedicati in pulizia dei toy.

E se il dubbio è dove comprarli senza imbarazzo, abbiamo scritto una guida apposta: come comprare sex toy online in modo sicuro e discreto.

I falsi miti sui tipi di vibratori

Ogni volta che parlo di tipi di vibratori, arriva qualcuno con una leggenda metropolitana. Smontiamone tre, una volta per tutte.

«Se lo usi troppo, poi non senti più niente»

È il timore più diffuso. Dopo una sessione intensa la sensibilità può attenuarsi per un po’, come le labbra dopo un caffè bollente, ma torna. Nello studio su oltre duemila donne che abbiamo citato, la maggioranza (71,5%) dichiarava di non aver mai avuto sintomi genitali associati al vibratore, e chi lo usava di recente aveva punteggi migliori in desiderio, eccitazione, lubrificazione e orgasmo. Se notate intorpidimento persistente, alternate intensità diverse e prendetevi qualche pausa.

«Se usa un vibratore, vuol dire che io non basto»

No. Un vibratore fa una cosa sola, molto bene: vibrare. Non abbraccia, non ride, non vi guarda negli occhi. Inserirlo nel sesso di coppia significa aggiungere uno strumento, non sostituire una persona. Molte coppie scoprono che integrare uno dei tanti tipi di vibratori durante i preliminari abbassa l’ansia da prestazione per entrambi.

«I vibratori sono per le donne single»

Abbiamo visto che li usano quasi metà degli uomini intervistati, e li usano persone di ogni orientamento, età e situazione sentimentale. I tipi di vibratori sono così vari proprio perché i corpi e i desideri lo sono.

Infografica: percentuale di donne e uomini statunitensi che hanno usato un vibratore e dati sulla stimolazione del clitoride
Il vibratore è normale: i numeri degli studi dell'Indiana University.

Quale tra i tipi di vibratori fa per te

Facciamo un gioco. Vi descrivo cinque profili: trovate il vostro e avrete il punto di partenza. Non è un oroscopo, è un’indicazione. Poi sarà il vostro corpo a dire l’ultima parola.

  • Prima volta in assoluto: un bullet o un piccolo vibratore esterno in silicone, con poche funzioni. Se volete un percorso passo passo, c’è la nostra guida al primo sex toy.
  • Orgasmo difficile o lento: un wand o un succhia-clitoride, per una stimolazione più intensa.
  • Amanti della penetrazione: un vibratore per il punto G o un rabbit, se volete anche la stimolazione esterna.
  • Coppie curiose: un vibratore di coppia o un anello vibrante, da usare durante il rapporto.
  • Coppie a distanza o amanti dei giochi mentali: un toy da indossare con app o telecomando.

Se la menopausa o un farmaco hanno cambiato la lubrificazione, ricordatevi che nessuno dei tipi di vibratori funziona bene «a secco»: leggete anche la nostra guida sulla secchezza vaginale. E se avete dolore, il primo passo è il medico, non il carrello.

Ricapitolando: i tipi di vibratori sono nove famiglie, ma la scelta giusta nasce da tre domande. Dove voglio sentire? Che intensità mi piace? Lo userò da sola, da solo o in coppia? Rispondete onestamente e avrete già escluso metà del catalogo.

Tipi di vibratori: la mia ultima parola

Se siete arrivati fin qui, ora sapete distinguere un wand da un rabbit meglio di molti commessi. Sapete anche che i tipi di vibratori non sono una classifica dal più semplice al più sofisticato, ma un ventaglio di strumenti diversi per corpi diversi. Il migliore è quello giusto per voi, oggi. Domani potreste volerne un altro, e va benissimo così.

Quando vi sentite pronti, fate un giro nella sezione vibratori dello shop: abbiamo organizzato le tipologie proprio come in questa guida, così potete confrontarle con calma. La spedizione è sempre gratuita e il pacco è anonimo, con un nome neutro in estratto conto.

E se avete un dubbio che qui non trova risposta, scrivetemelo in Chiedilo a noi, anche in forma anonima. Le domande più belle diventano articoli, e io ho ancora parecchi giocattoli da raccontarvi.

Domande frequenti

Quali sono i tipi di vibratori più diffusi?

I tipi di vibratori principali sono nove: bullet, wand, succhia-clitoride, vibratore classico, per il punto G, rabbit, da indossare, di coppia e con app. Si distinguono per la zona stimolata (esterna, interna o entrambe) e per il tipo di stimolazione, a vibrazione o a onde di pressione d’aria. Li trovi spiegati uno per uno in questa guida.

Qual è il vibratore migliore per iniziare?

Per la prima volta conviene un toy piccolo e semplice, come un bullet o un vibratore esterno in silicone medicale con poche funzioni. Costa meno impegno, si usa su tutto il corpo e aiuta a capire che tipo di vibrazione piace. Per un percorso passo passo c’è la guida al primo sex toy.

Usare spesso il vibratore riduce la sensibilità?

Dopo una sessione intensa la sensibilità può attenuarsi per poco tempo, ma torna. In uno studio su oltre duemila donne statunitensi la maggioranza non riferiva sintomi genitali legati al vibratore e chi lo usava aveva punteggi migliori di funzione sessuale. Se l’intorpidimento persiste, alternate intensità e fate pause; per dubbi, sentite il medico.

Come si pulisce un vibratore?

Dopo ogni uso lavalo con acqua tiepida e sapone neutro o con un detergente specifico, poi asciugalo bene. Se non è impermeabile, non immergerlo e pulisci solo la superficie. Se lo condividi, usa un preservativo nuovo per ogni partner e cambialo quando passi da una zona del corpo all’altra, come raccomanda il servizio sanitario britannico.

— Lola

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