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Preliminari: 12 idee per renderli la parte migliore

I preliminari non sono l’antipasto: 12 idee concrete divise per tempo disponibile, la mappa delle zone erogene secondo la scienza e gli errori da evitare.
Preliminari: olio da massaggio, piuma bianca, benda nera e fragole su sfondo corallo

Qualità del sesso · di Lola

I preliminari hanno un problema di nome. «Preliminare» è una cosa che viene prima di quella importante: il compromesso prima del rogito, la fase a gironi prima della finale. Così, per anni, ci hanno insegnato a trattare baci, carezze e giochi come un riscaldamento da sbrigare in fretta per arrivare al «sesso vero».

Io sono Lola e oggi vi propongo di ribaltare la gerarchia. I preliminari non sono l’anticamera: sono una stanza intera, spesso la più bella della casa. E per arredarla non serve una serata libera e un’ora di candele. Bastano idee, divise per il tempo che avete davvero: cinque minuti, un quarto d’ora, mezz’ora (o più, se vi va bene).

In breve

  • I preliminari non sono un antipasto: per molte persone sono la parte in cui il piacere succede davvero.
  • Gli studi dicono che baci profondi, carezze e sesso orale aumentano la probabilità di orgasmo, e che quasi tutti vorrebbero più tempo per i preliminari.
  • Tutto il corpo può essere zona erogena, se a toccarlo è la persona giusta.
  • Qui trovi 12 idee divise per tempo disponibile: 5, 15 e 30 minuti.

Preliminari: perché non sono l’antipasto

Partiamo dai dati, così nessuno pensa che sia una mia fissazione romantica. Nel 2018 la rivista Archives of Sexual Behavior ha pubblicato uno studio su oltre 52 mila adulti statunitensi. Alla domanda «di solito o sempre raggiungi l’orgasmo nei rapporti?» ha risposto sì il 95% degli uomini eterosessuali, l’86% delle donne lesbiche e solo il 65% delle donne eterosessuali.

Il dato più interessante, però, è un altro. Secondo lo stesso studio, le donne avevano più probabilità di arrivare all’orgasmo quando l’ultimo rapporto includeva baci profondi, stimolazione manuale dei genitali e sesso orale. Tradotto in italiano semplice: quello che chiamiamo preliminari. Non è un contorno. In molti casi è il piatto principale.

C’è poi una questione di tempi biologici. L’eccitazione non si accende con un interruttore: il corpo ha bisogno di tempo per rispondere, per lubrificarsi, per far affluire sangue ai genitali, per rilassare i muscoli. Saltare i preliminari significa chiedere al corpo di correre prima di aver fatto stretching. A volte va bene lo stesso. Spesso no.

E c’è un’ultima ragione, la mia preferita: i preliminari tolgono ansia. Se il piacere non dipende solo dal «finale», non ci sono prestazioni da misurare. C’è solo un gioco da fare insieme, che può durare quanto volete e finire dove volete. Anche in un abbraccio. Anche in una risata.

La mappa delle zone erogene (è più grande di quanto pensi)

Quando si parla di preliminari, la domanda pratica arriva subito: dove si tocca? La risposta più onesta è: dappertutto, ma non nello stesso modo. Un gruppo di ricerca finlandese guidato da Lauri Nummenmaa ha chiesto a 704 persone di colorare su una sagoma del corpo le zone che, toccate da un partner, accendevano l’eccitazione.

Il risultato, pubblicato nel 2016 su Archives of Sexual Behavior, è una mappa sorprendentemente ampia. I punti più caldi sono quelli che vi aspettate: genitali, seno e capezzoli, zona anale. Ma subito dopo vengono glutei e interno delle cosce, e anche bocca e collo risultano capaci di accendere il desiderio. La conclusione degli autori è che la stimolazione tattile di praticamente tutte le regioni del corpo può innescare l’eccitazione sessuale.

Infografica sui preliminari: la mappa delle zone erogene secondo lo studio di Nummenmaa 2016, dalle più calde a tutto il corpo
Le zone erogene più sensibili secondo uno studio su 704 persone.

Un dettaglio dello stesso studio mi piace moltissimo: quasi tutte le zone venivano giudicate più eccitanti quando a toccarle era il partner, rispetto a quando ci si tocca da soli. Il che conferma una cosa che sappiamo d’istinto: nei preliminari conta il tocco, ma conta ancora di più chi tocca, e come.

Le mappe, però, sono medie. Il vostro corpo e quello di chi amate hanno geografie proprie: c’è chi impazzisce per un bacio dietro l’orecchio e chi lo trova solo solletico. Per questo la vera mappa delle zone erogene non si scarica: si disegna insieme, con pazienza e domande. Tenetelo a mente, perché una delle idee che trovate più avanti è proprio questa.

Vasca da bagno piena di schiuma in un bagno luminoso con eucalipto e piante

Come fare i preliminari: tre regole prima delle idee

Prima di passare al menù, tre regole di base. Non sono rigide, ma senza di loro anche l’idea più bella rischia di cadere nel vuoto.

1. Il consenso vale anche per le carezze

Vale per la penetrazione e vale per i preliminari: si chiede, si ascolta, si osserva. Un «ti va?» sussurrato non raffredda niente, anzi. E un sì alle carezze non è un sì automatico a tutto il resto. Se volete approfondire, abbiamo spiegato come chiedere il consenso in cinque passi nella guida al consenso sessuale.

2. Niente traguardi obbligatori

I preliminari funzionano meglio quando non devono «portare» da nessuna parte. È il principio del sensate focus, la tecnica di carezze senza obiettivo messa a punto da Masters e Johnson e ancora oggi usata dai terapeuti sessuali, come ricorda una revisione pubblicata nel 2019 su Current Sexual Health Reports. Toccare per sentire, non per ottenere. Paradossalmente, è il modo migliore per ottenere.

3. Parlare, anche con poche parole

«Più piano», «lì», «ancora», «così no». Sono quattro parole e valgono un corso intero su come fare i preliminari. Chi riceve guida, chi dà ascolta. E se le parole imbarazzano, c’è sempre la mano: prendere quella dell’altra persona e mostrarle il ritmo che volete è un gesto potentissimo.

Un’appendice pratica, poco romantica ma utilissima: unghie corte e limate, mani calde (sfregatele prima, o passatele sotto l’acqua tiepida), una luce che vi permetta di guardarvi, il telefono in un’altra stanza. E un asciugamano a portata di mano, nel caso arrivino oli, lubrificanti o semplicemente l’entusiasmo. Sono dettagli, ma fanno la differenza tra una serata che scorre e una che inciampa a ogni passo.

«Più piano, lì, ancora, così no: quattro parole che valgono un corso intero sui preliminari.»

Preliminari in 5 minuti: 4 idee per quando il tempo è poco

Partiamo dalle serate normali: lavoro, cena, figli, telefono che vibra. Cinque minuti di preliminari possono sembrare pochi, ma sono già molto più di zero. E soprattutto, non devono per forza essere consecutivi né concentrati a letto.

1. Il bacio lento in cucina

Non quello di saluto, a labbra chiuse, mentre si cerca la chiave della macchina. Un bacio vero, lungo, senza fretta, magari mentre la pasta cuoce. Nello studio sull’orgasmo che abbiamo visto, i baci profondi erano tra i gesti associati a più piacere. Costano zero e cambiano il tono della serata. Non a caso il Kamasutra, che non è affatto un manuale di posizioni acrobatiche, dedica pagine intere ai tipi di bacio e di abbraccio: ne abbiamo parlato nell’articolo su cos’è davvero il Kamasutra.

2. Il messaggio del pomeriggio

I preliminari possono cominciare ore prima. Lo stesso studio del 2018 ha rilevato che le donne che provocavano il partner con una telefonata o un messaggio a sfondo sessuale riferivano orgasmi più frequenti. Un messaggio allusivo alle quattro del pomeriggio («stasera ho un’idea, ti dico solo che riguarda il tuo collo») fa lavorare la fantasia per tutto il resto della giornata.

3. Mani su collo e nuca

Due minuti di carezze lente sulla nuca, dietro le orecchie, lungo le spalle. Sono zone accessibili anche vestiti, sul divano, davanti a un film. Spesso bastano per far capire all’altra persona che stasera c’è voglia, senza dover dire niente.

4. Sussurrare quello che farete dopo

Le parole sono preliminari a tutti gli effetti. Descrivere, a bassa voce, cosa vi piacerebbe fare più tardi accende la testa prima del corpo. Non serve essere poeti: basta essere sinceri. Se vi blocca la timidezza, partite da un ricordo: «ti ricordi quella volta che…».

E voi, quanto tempo dedicate di solito a questa parte? Ditecelo, senza giudizi.

Il sondaggio

Quanto durano di solito i vostri preliminari?

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Preliminari in 15 minuti: 4 idee per accendere tutto

Un quarto d’ora è il tempo di una doccia lunga o di un episodio corto di una serie. Usato bene, è il tempo in cui i preliminari smettono di essere un rituale e diventano un gioco vero.

5. Il massaggio con l’olio

Un classico, e per ottime ragioni. Luce bassa, asciugamano sul letto, olio scaldato tra le mani. Cominciate dalla schiena e dalle spalle, scendete lentamente, girate intorno alle zone più sensibili senza toccarle subito. L’attesa è metà del piacere. Nello shop trovate le tipologie di oli e candele da massaggio, comprese le candele che si sciolgono in olio tiepido.

6. La doccia a due

Insaponarsi a vicenda è una scusa perfetta per esplorare il corpo dell’altro senza fretta e senza imbarazzo: l’acqua calda rilassa i muscoli, il sapone rende tutto più scivoloso, la luce del bagno vi obbliga a guardarvi. Unica accortezza: il sapone non è un lubrificante e non va usato sulle mucose genitali.

7. Il gioco del caldo e freddo

Una persona tocca, l’altra guida solo con le parole: «freddo», «tiepido», «caldo», «caldissimo». È un modo divertente per scoprire zone erogene che non sapevate di avere e per insegnare all’altro dove vi piace essere toccati, senza lezioni frontali. Poi ci si scambia i ruoli. Spesso si scopre che il «caldissimo» di uno è il «tiepido» dell’altra, ed è proprio questo il bello: ognuno ha il suo termometro.

8. Bendati, con fiducia

Togliere la vista amplifica tutti gli altri sensi: una piuma, un bacio, il respiro sulla pelle diventano enormi. Si concorda prima cosa si farà e una parola per fermarsi, e la benda si toglie in un attimo se qualcosa non va. Se l’idea vi piace, nello shop esiste una sezione dedicata alle bende morbide.

«I preliminari non sono la strada per arrivare al piacere. Sono già il piacere, con il vantaggio che nessuno guarda l’orologio.»

Preliminari in 30 minuti (o più): 4 idee per la serata lunga

Qui entriamo nel territorio delle serate da segnare in agenda: un sabato senza impegni, una notte fuori, un pomeriggio con la casa vuota. Mezz’ora di preliminari può sembrare tantissimo. Provate, e scoprirete che passa in fretta.

9. La serata delle carezze senza meta

Ispirata al sensate focus: per venti minuti vi accarezzate a turno, dieci a testa, evitando i genitali. Chi riceve si concentra solo sulle sensazioni e dice cosa sente. Chi dà esplora senza obiettivi. Alla fine decidete insieme se continuare o fermarvi lì. Molte coppie scoprono che questa regola, togliendo la pressione, accende più di qualsiasi tecnica.

10. Disegnate la vostra mappa delle zone erogene

Riprendiamo lo studio finlandese, ma in versione casalinga. A turno, toccate zone diverse del corpo dell’altro (polsi, interno del gomito, fianchi, piedi, ginocchia, collo) e chiedete un voto da uno a cinque. Alla fine avrete una mappa personale, molto più utile di qualsiasi infografica. Compresa la nostra. Variate anche il tipo di tocco: polpastrelli, unghie appena sfiorate, labbra, respiro, il dorso della mano. La stessa zona può essere neutra con un dito e irresistibile con la bocca. Annotate, se vi diverte, e ripetete l’esercizio tra qualche mese: le mappe cambiano con il tempo, con l’umore, con il ciclo, con la stanchezza.

11. Il gioco della fantasia raccontata

Uno dei due racconta una fantasia, l’altro ascolta accarezzando. Non bisogna realizzarla: basta condividerla. È un modo per scoprire desideri nuovi in un contesto protetto. Se parlare di fantasie vi blocca, leggete la nostra guida su come parlare di fantasie erotiche al partner in 6 passi. E se vi serve una spinta, carte e dadi erotici trasformano la conversazione in un gioco: il caso decide la domanda, voi decidete fin dove rispondere. Un’alternativa gratuita sono i giochi per due della sezione Gioca online.

12. Leggere un racconto ad alta voce

L’ho tenuta per ultima perché è la mia preferita. Scegliete un racconto erotico e leggetevelo a vicenda, a letto, un paragrafo per uno. La voce, le pause, le parole dette da chi amate fanno il resto. Per cominciare, vi consiglio La lettera nel cassetto, il nostro racconto di una coppia sposata da vent’anni che ritrova il desiderio proprio così, leggendo.

Infografica: 12 idee per i preliminari divise per tempo disponibile, 5, 15 e 30 minuti
Dodici idee per ogni serata, dalla più breve alla più lunga.

Gli errori più comuni nei preliminari

Ora che avete dodici idee, vediamo cosa rischia di rovinarle. Sono errori comuni, e nessuno di questi vi rende cattivi amanti: vi rende solo persone che nessuno ha mai istruito. Rimediare è facile.

L’errore Meglio così
Andare dritti ai genitali Partire da lontano, girare intorno, far crescere l’attesa
Fare sempre la stessa sequenza Cambiare ordine, luogo, ritmo: la sorpresa è eccitante
Considerarli un dovere verso l’altro Viverli come un piacere anche per chi li fa
Andare veloci per paura di annoiare Rallentare: la lentezza è quasi sempre più intensa
Non chiedere mai niente Una domanda breve («così?») vale più di cento tecniche
Rinunciare al lubrificante Usarlo senza imbarazzo: rende tutto più comodo

L’errore più grande, però, è un altro: pensare che i preliminari riguardino solo un partner. Si sente spesso dire che servono «a lei». Ma i dati che abbiamo visto raccontano altro: anche gli uomini, in media, li vorrebbero più lunghi. Il piacere di toccare, di essere toccati, di prendersi tempo appartiene a tutti i generi e a tutti gli orientamenti.

Vale la pena ricordarlo anche nelle coppie dello stesso sesso, dove spesso il confine tra «prima» e «durante» è molto più sfumato. Forse non è un caso che, nello studio del 2018, le donne lesbiche riferissero orgasmi molto più frequenti delle donne eterosessuali: quando non esiste un copione fisso, il tempo dedicato a baci, carezze e stimolazione diretta tende ad allungarsi da sé.

Preliminari dopo tanti anni insieme (e dopo i 50)

Nelle coppie di lungo corso i preliminari sono spesso la prima cosa a sparire. Ci si conosce, si sa già «cosa funziona», si va al sodo. Il risultato è un sesso efficiente ma un po’ spento, come un piatto buono mangiato in piedi. Recuperare il gusto dei preliminari è uno dei modi più semplici per riaccendere la complicità: lo raccontano bene Franca e Piero in «Dopo vent’anni insieme, il desiderio si allena: 7 abitudini», e trovate altre strategie nella guida al desiderio nella coppia.

Con l’età, poi, i preliminari diventano ancora più preziosi. Il corpo ha bisogno di più tempo per eccitarsi, la lubrificazione naturale può diminuire, le erezioni possono richiedere più stimolazione. Non è un declino: è un invito a rallentare, e rallentare è esattamente quello che i preliminari fanno meglio. Se la secchezza è un problema, trovate cause e rimedi nell’articolo sulla secchezza vaginale.

Un ultimo consiglio per le coppie collaudate: cambiate scenario. Il divano invece del letto, il pomeriggio invece della notte, la luce accesa invece del buio. Il cervello ama le novità, e i preliminari sono il posto più facile dove inserirle.

Preliminari: da dove cominciare

Non serve provare tutte e dodici le idee questa settimana. Sceglietene una per categoria: una da cinque minuti per i giorni feriali, una da quindici per il venerdì, una da mezz’ora per il prossimo weekend libero. I preliminari funzionano come la cucina: più si sperimenta, più si scopre cosa piace.

E ricordate che non esiste un modo giusto di farli. Esiste il vostro: quello in cui entrambi vi sentite liberi di chiedere, di dire di no, di ridere, di rallentare. Il resto è dettaglio. Se volete approfondire le basi, nella nostra educazione sessuale per adulti trovate le dieci cose che nessuno ci ha insegnato, e diverse riguardano proprio i preliminari.

Per creare l’atmosfera, nello shop trovate la sezione oli e candele da massaggio: profumi delicati, candele che diventano olio tiepido, texture pensate per scivolare sulla pelle. Non servono a fare i preliminari al posto vostro. Servono a ricordarvi che quel tempo è vostro, e merita cura.

E adesso tocca a voi: qual è il vostro gesto preferito? Avete un’idea che non ho messo in lista? Scrivetecelo in Chiedilo a noi, anche in forma anonima, oppure raccontate un desiderio nella pagina Le vostre fantasie. Le idee migliori finiranno nella prossima lista.

Domande frequenti

Quanto devono durare i preliminari?

Non esiste una durata giusta: dipende dalle persone, dalla serata e da cosa vi piace. Uno studio di Miller e Byers ha però rilevato che sia gli uomini sia le donne giudicano i propri preliminari più brevi di quanto vorrebbero. Il consiglio è smettere di guardare l’orologio e prendersi il tempo necessario perché entrambi siate davvero eccitati.

Come fare i preliminari se non c'è tempo?

Anche cinque minuti contano. Un bacio lento in cucina, un messaggio allusivo nel pomeriggio, due minuti di carezze sul collo o qualche parola sussurrata su cosa farete dopo bastano a cambiare il tono della serata. I preliminari non devono per forza essere consecutivi né concentrati a letto: possono cominciare ore prima.

Quali sono le zone erogene più sensibili?

Secondo uno studio finlandese su 704 persone pubblicato nel 2016, i punti più eccitanti sono genitali, seno e capezzoli e zona anale, seguiti da glutei e interno coscia; anche bocca e collo accendono il desiderio. Ma quasi tutto il corpo può diventare zona erogena se a toccarlo è il partner: la mappa migliore si disegna insieme.

I preliminari servono anche agli uomini?

Sì. Lo studio di Miller e Byers ha rilevato che anche gli uomini vorrebbero preliminari più lunghi, e le partner tendevano a sottovalutarlo. Con l’età, inoltre, l’erezione può richiedere più stimolazione e più tempo. I preliminari non sono un favore a qualcuno: sono piacere per chi li riceve e per chi li fa.

— Lola

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