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Sesso dopo i 60 anni: come adattarsi ai cambiamenti

Il desiderio c’è, il corpo a volte frena: Franca e Piero spiegano come adattare tempi, gesti e abitudini perché il sesso dopo i 60 anni resti un piacere.
sesso dopo i 60 anni: la domanda di un lettore a Giochi per Grandi

Chiedilo a noi · rispondono Franca & Piero

Abbiamo 62 e 65 anni, sposati da 38. Il desiderio c’è ancora, ma il corpo non sempre collabora. Come ci adattiamo?

— una lettrice, 62 anni

Il sesso dopo i 60 anni non è una versione ridotta di quello di prima: è una nuova edizione, con qualche capitolo riscritto e qualche pagina più bella. Ve lo diciamo da coppia che di anni insieme ne conta ventisei e che queste domande se le è fatte, spesso a bassa voce, sul divano.

Trentotto anni di matrimonio e un desiderio ancora acceso: partite da un vantaggio enorme. Non dovete «riaccendere» niente. Dovete solo cambiare qualche regola del gioco, perché il corpo che avete oggi giochi con voi e non contro di voi.

Sesso dopo i 60 anni: cosa cambia davvero nel corpo

Cominciamo dai fatti, senza drammi. Per lei, dopo la menopausa, il calo degli estrogeni rende i tessuti più sottili e meno lubrificati: l’eccitazione arriva, ma con più calma, e la penetrazione senza aiuti può diventare fastidiosa. Lo scrive anche Age UK, l’associazione britannica per la terza età: secchezza, disagio e orgasmi più lenti sono cambiamenti comuni.

Per lui, l’erezione ha bisogno di più tempo e di una stimolazione più diretta. A volte va e viene, e dopo l’orgasmo serve una pausa più lunga prima di ricominciare. Le difficoltà di erezione diventano più frequenti con l’età e possono dipendere da pressione alta, diabete, problemi di cuore o da alcuni farmaci. La buona notizia è che si curano.

Poi ci sono le cose meno romantiche: una schiena che protesta, un ginocchio capriccioso, la stanchezza che alle undici di sera vince su tutto. Niente di tutto questo cancella il desiderio. Lo costringe solo a cambiare strada.

E c’è la testa, che conta quanto il corpo. Dopo i sessanta molti di noi si guardano allo specchio con meno indulgenza, temono di non piacere più o di «non essere all’altezza». È il pensiero che frena di più il sesso dopo i 60 anni, molto più di qualsiasi ruga. Chi vi ama vi guarda da trentotto anni: fidatevi del suo sguardo più che del vostro.

Cinque aggiustamenti che funzionano (li abbiamo provati)

Nel sesso dopo i 60 anni adattarsi non vuol dire rinunciare. Vuol dire smettere di misurare il sesso di oggi con il metro dei trent’anni. Ecco cosa ha funzionato per noi e per tante coppie che ci scrivono.

  1. Allungate i tempi. Il sesso dopo i 60 anni chiede più preliminari, non meno. Venti minuti di carezze non sono un antipasto: sono metà del piatto.
  2. Il lubrificante è un alleato, non una sconfitta. Tenetelo sul comodino, non nascosto nel cassetto. A base d’acqua o al silicone: provate e scegliete insieme.
  3. Cambiate posizione. Le posizioni fianco a fianco, a cucchiaio, o con un cuscino sotto il bacino scaricano schiena e ginocchia. La comodità è sexy, ve lo garantiamo.
  4. Cambiate orario. Se la sera siete stanchi, provate il mattino o il pomeriggio del fine settimana. Da pensionati, o quasi, il tempo è la vostra ricchezza.
  5. Fatevi aiutare dagli oggetti giusti. Age UK cita anche gli ausili per il posizionamento e i toy con impugnature comode, utili con l’artrosi. Se siete curiosi, la nostra guida ai tipi di vibratori spiega quale fa cosa, senza tecnicismi.
Infografica sul sesso dopo i 60 anni: quattro cambiamenti del corpo e come adattarsi a ciascuno
Quattro cambiamenti comuni e il modo più semplice per adattarsi.

Quando il corpo dice no, il piacere trova un’altra porta

C’è un’idea sul sesso dopo i 60 anni che vi chiediamo di lasciare andare: che il sesso «vero» sia solo la penetrazione. Se ci credete, ogni erezione che non arriva e ogni fastidio diventano un fallimento. E il fallimento, si sa, spegne il desiderio più di qualsiasi ormone.

Il sesso dopo i 60 anni può essere fatto di mani, bocca, pelle, massaggi lunghi, masturbazione reciproca, abbracci nudi senza un obiettivo preciso. Noi lo chiamiamo «sesso senza traguardo»: si comincia e si vede dove si arriva. A volte si arriva lontano. A volte ci si addormenta abbracciati, e va benissimo così.

Prima di tutto, però, parlatevi. Sembra banale, ma dopo tanti anni si smette di chiedere, convinti di sapere già. Invece il corpo cambia e cambiano anche i gusti: un tocco che amavate a quarant’anni oggi può dare fastidio, e uno che ignoravate può diventare il preferito. Fatevi domande semplici, anche a letto: «così va bene?», «più piano?», «ti va se proviamo questo?». Non rompono l’atmosfera, la costruiscono.

Anche il desiderio cambia forma. Spesso non arriva più all’improvviso, ma nasce strada facendo, quando si comincia a toccarsi. Ne abbiamo parlato nell’articolo sul desiderio nella coppia: se aspettate la voglia per cominciare, rischiate di aspettare a lungo. Se cominciate, la voglia spesso vi raggiunge.

Il medico è un alleato del sesso dopo i 60 anni

Lo diciamo con affetto: parlatene con il medico di base, il ginecologo o l’urologo. Non è una confessione, è salute. Molti farmaci per la pressione, il diabete o l’umore possono influire sul desiderio e sull’erezione, ed esistono alternative. Mai sospenderli da soli, però: prima si chiede.

Se a lei fa male, la guida al dolore durante i rapporti aiuta a capire quando preoccuparsi e cosa chiedere in ambulatorio. Per la secchezza, un ginecologo può valutare idratanti o terapie locali. E le difficoltà di erezione meritano una visita anche perché, a volte, sono il primo segnale di un problema di circolazione da tenere d’occhio.

Un consiglio pratico: andateci insieme, almeno una volta. Quando il medico parla a entrambi, sparisce l’idea che il «problema» sia di uno solo. Il sesso dopo i 60 anni è un progetto di coppia, e si affronta in due.

Può capitare, infine, che il desiderio non sia allineato: uno ne ha di più, l’altro di meno. Succede a tutte le età, non è una colpa di nessuno. In quei casi aiuta concordare momenti di intimità senza l’obbligo del sesso completo, e ricordarsi che un «stasera no» detto con un bacio non è un rifiuto della persona. Il sesso dopo i 60 anni funziona quando nessuno dei due si sente in debito.

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Un’ultima cosa, la più importante: ridete. Ci siamo ritrovati più volte con un crampo nel momento meno opportuno o con il cuscino che scivolava giù dal letto. Ridere insieme, in quei momenti, ci ha salvato la serata più spesso di qualsiasi tecnica. Il sesso dopo i 60 anni ha un vantaggio che a vent’anni non avevamo: non dobbiamo dimostrare niente a nessuno.

Se volete qualche idea in più per il sesso dopo i 60 anni, nello shop la sezione benessere raccoglie lubrificanti, oli da massaggio e piccoli aiuti pensati per il comfort. E nella rubrica Over 50 trovate le nostre abitudini preferite per tenere vivo il desiderio dopo tanti anni insieme.

Scriveteci ancora su Chiedilo a noi e raccontateci come va: le vostre domande sono quelle che ci facciamo anche noi.

Domande frequenti

Il sesso dopo i 60 anni fa bene alla salute?

Per molte persone sì: l’Organizzazione mondiale della sanità considera la salute sessuale parte del benessere complessivo, a ogni età. Intimità, carezze e piacere aiutano la relazione e l’umore. Se però compaiono dolore, difficoltà di erezione o un calo improvviso del desiderio, conviene parlarne con il medico prima di forzare.

Quale lubrificante usare dopo la menopausa?

Di solito si consigliano lubrificanti a base d’acqua, compatibili con preservativi e toy, o al silicone, che durano più a lungo. Se la secchezza è costante, il ginecologo può valutare idratanti vaginali o altre terapie. Trovi una panoramica nella guida alla secchezza vaginale del nostro magazine.

— Franca & Piero

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