Queer · di Teo
La prima volta gay è un momento che quasi nessuno ci ha mai raccontato bene. Al cinema arriva sfumata, nei romanzi spesso finisce male, nel porno sembra una gara di atletica. Così ci si presenta all’appuntamento con un’idea presa in prestito, e con il terrore di non essere all’altezza di un copione che nessuno ha davvero scritto.
Sono Teo, scrivo nella rubrica Queer di Giochi per Grandi, e la mia prima volta è stata un capolavoro di goffaggine: luci sbagliate, risate nervose, un preservativo aperto con i denti dopo tre tentativi. Eppure la ricordo con tenerezza. Questa guida è quella che avrei voluto leggere allora. Vale per gli uomini gay e bisessuali, cis e trans, e per chiunque stia per andare a letto con un uomo per la prima volta.
In breve
- Non esiste un modo giusto di vivere la prima volta gay: esiste il vostro, deciso insieme.
- Il sesso tra uomini non coincide con la penetrazione: in un ampio studio americano, meno di 4 uomini su 10 l’avevano avuta nell’ultimo rapporto.
- Attivo, passivo, versatile: i ruoli sono una scelta, non un obbligo, e si possono cambiare.
- Preservativo, lubrificante, PrEP e test: le 9 cose da sapere prima, senza ansia e senza cliché.
Prima volta gay: perché nessuno ce l’ha raccontata
Gli adolescenti eterosessuali crescono circondati da storie sulla prima volta: film, canzoni, battute degli amici, racconti di fratelli maggiori. Hanno un immaginario, magari pieno di stereotipi, ma ce l’hanno. Per chi è gay o bisessuale quel racconto manca quasi del tutto. A scuola, quando va bene, si parla di contraccezione tra un ragazzo e una ragazza. Il resto è silenzio.
Il risultato è che molti di noi arrivano alla prima volta gay con due sole fonti: la fantasia e il porno. La prima è preziosa, il secondo è un pessimo maestro. Nel porno nessuno si imbarazza, nessuno ha bisogno di tempo, nessuno chiede «va bene così?». Nella vita reale succede tutto questo, ed è proprio la parte più bella.
«La mia prima volta gay è durata meno di un film e mi ha insegnato più di tutti i film che avevo visto.»
Se c’è un consiglio che vale per tutto l’articolo è questo: dimenticate la prestazione. La prima volta gay non è un esame da superare, è una conversazione tra due corpi che si stanno conoscendo. Se avete ancora dubbi su come vi definite, o se l’etichetta vi va stretta, vi consiglio di leggere anche la guida all’identità di genere: chiarirsi le idee aiuta, ma non è un requisito per fare l’amore.
Le 9 cose da sapere prima della prima volta gay
Le cose da sapere sulla prima volta gay le ho raccolte ascoltando amici, lettori e, sì, i miei errori. Alcune riguardano il corpo, altre la testa, altre la salute. Nessuna è una regola: sono piuttosto le cose che, quando le sai, ti fanno stare più tranquillo. E la tranquillità, nel sesso, è già metà del piacere.
- Non c’è un copione: decidete voi che cosa fare e quando.
- Il consenso vale sempre, anche a metà strada.
- Parlarne prima toglie metà dell’ansia.
- I ruoli non sono obbligatori: attivo, passivo, versatile o nessuno dei tre.
- Il sesso non è solo penetrazione, anzi.
- Preservativo e lubrificante sono una coppia inseparabile.
- PrEP e test sono strumenti, non sospetti.
- L’ansia è normale, e anche un’erezione che va e viene.
- Il dopo conta quanto il prima.

Copione, consenso, parole: i primi tre punti della prima volta gay
1. Non c’è un copione da rispettare
La prima volta gay può durare dieci minuti o un pomeriggio intero. Può essere fatta di baci e mani e basta. Può succedere con un fidanzato di lunga data o con qualcuno conosciuto da poco. Non c’è una sequenza obbligatoria e non c’è un traguardo: se vi fermate prima di dove pensavate di arrivare, non avete fallito niente.
Anzi, molti uomini raccontano che la loro vera prima volta gay non è stata la prima esperienza fisica, ma la prima in cui si sono sentiti liberi. Contate quella, se vi piace di più.
2. Il consenso vale anche a metà strada
Un sì all’inizio non è un sì a tutto. Si può dire sì ai baci e no al resto, si può cambiare idea in qualsiasi momento, anche quando i vestiti sono già sul pavimento. Vale per voi e vale per l’altro. Se il partner esita, si irrigidisce o diventa silenzioso, ci si ferma e si chiede. Lo spiega bene la nostra guida al consenso sessuale: chiedere non rovina l’atmosfera, la rende sicura.
E un pensiero per chi vive ancora la propria sessualità di nascosto. Non lasciate che la paura di essere scoperti vi spinga in situazioni che non volete, in posti che non vi fanno sentire al sicuro o con persone che vi mettono fretta. La vostra prima volta gay merita un luogo tranquillo e una persona che vi rispetta.

3. Parlarne prima toglie metà dell’ansia
Prima della prima volta gay, una chiacchierata, anche via messaggio, cambia tutto. Che cosa vi va di fare, che cosa no, che cosa vi preoccupa. Dire «è la mia prima volta» non è una confessione imbarazzante: è un’informazione utile, che di solito fa scattare nell’altro gentilezza e attenzione. Se non succede, avete appena scoperto qualcosa di importante su quella persona.
Parlate anche di protezione prima di essere a letto, quando la testa è lucida. Chi usa la PrEP, quando è stato l’ultimo test, se avete preservativi e lubrificante a portata di mano. Sono domande normali tra adulti, e il primo rapporto gay è il momento perfetto per prendere l’abitudine.
| Il cliché | Nella realtà |
|---|---|
| Alla prima volta gay si fa per forza sesso anale | Si fa ciò che si sceglie insieme, e spesso è altro |
| Bisogna sapere subito se si è attivi o passivi | Le preferenze si scoprono con il tempo, e cambiano |
| Se fa male, è normale: bisogna resistere | Il dolore è un segnale per rallentare o fermarsi |
| Chiedere rovina l’atmosfera | Chiedere crea fiducia, e la fiducia eccita |
Attivo, passivo, versatile: perché i ruoli non sono obbligatori
È la domanda che arriva prima di tutte, spesso già in chat: «sei attivo o passivo?». Come se la prima volta gay dovesse cominciare con una dichiarazione dei redditi. In inglese si dice top, bottom e versatile, o vers, per chi alterna. Da qualche anno si usa anche side, per gli uomini a cui la penetrazione anale non interessa affatto e che preferiscono tutto il resto.
Il punto è che nessuna di queste etichette è un destino. Molti uomini scoprono le proprie preferenze con il tempo, le cambiano a seconda del partner, del momento, della fiducia. Altri non le scoprono mai, perché non ne sentono il bisogno. Nella prima volta gay, come in tutte le altre, il ruolo non dice niente della vostra mascolinità, del vostro carattere, del vostro valore: dice solo che cosa vi piace fare in quel momento.
Per la prima volta gay il mio consiglio è semplice: non sentitevi obbligati a scegliere. Se l’altro insiste per «sapere che cosa siete» prima ancora di conoscervi, rispondete pure «sono uno che vuole stare bene». È la risposta più onesta che esista.
«Il ruolo non è un’identità. È solo il punto da cui, quella sera, avete voglia di guardare il soffitto.»
E voi? Ditecelo, in forma anonima: siamo curiosi di sapere com’è andata, o come ve la immaginate.
Il sondaggio
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Il sesso tra uomini non è solo penetrazione
Ecco il quinto punto, forse il più liberatorio. Nell’immaginario comune il sesso tra uomini coincide con la penetrazione anale, come se tutto il resto fosse un preliminare. I dati raccontano un’altra storia, e vale la pena conoscerla prima della prima volta gay.
Uno studio dell’Università dell’Indiana, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, ha chiesto a 24.787 uomini gay e bisessuali statunitensi che cosa avessero fatto nel loro ultimo rapporto con un uomo. I risultati: il 74,5% si era baciato, il 72,7% aveva fatto sesso orale, il 68,4% si era masturbato a vicenda, mentre la penetrazione anale riguardava il 37,2%. Meno di quattro su dieci. La maggior parte dei rapporti includeva tra cinque e nove pratiche diverse.

Tradotto: baci, carezze, mani, bocca, corpi che si strusciano sono sesso a tutti gli effetti, non l’antipasto. Per molti uomini la prima volta gay è fatta proprio di questo, ed è perfetta così. Se e quando arriverà la penetrazione, arriverà con calma, quando lo vorrete entrambi.
Se decidete di provare la penetrazione
Le regole d’oro sono poche e non negoziabili. Tempo, rilassamento, tantissimo lubrificante. L’ano non si lubrifica da solo e i suoi muscoli hanno bisogno di rilassarsi gradualmente: si parte con le dita, piano, ascoltando il corpo. Il dolore non è un passaggio obbligato da sopportare. È un segnale per rallentare o fermarsi.
Una curiosità utile: molti uomini preparano il corpo da soli, prima della prima volta gay, con le dita o con un piccolo toy dalla base larga. Serve a capire le proprie sensazioni senza la pressione di un partner. Se l’idea vi incuriosisce, la guida di Lola per scegliere il primo sex toy vi aiuta a orientarvi tra forme e materiali.
Igiene: senza ossessioni
Uno dei pensieri che più agitano chi si prepara alla prima volta gay con penetrazione è la pulizia. Respirate. Il corpo umano è un corpo umano, e chi fa sesso con gli uomini lo sa. Una doccia e una buona igiene esterna bastano quasi sempre. Chi vuole sentirsi più tranquillo può fare un lavaggio delicato con acqua tiepida, senza esagerare con la frequenza né con la quantità, per non irritare le mucose. Le doccette pensate per questo uso le trovate nella sezione doccette e igiene. E se qualcosa non va come previsto, un asciugamano e una risata risolvono più di mille preparativi.
Prima volta gay protetta: preservativo, lubrificante, PrEP e test
Arriviamo alla salute, il sesto e il settimo punto. Non per fare la predica: per togliere paure inutili e lasciare quelle utili. Parlarne con serenità è una parte della prima volta gay tanto quanto i baci.
6. Preservativo e lubrificante, sempre in coppia
Il preservativo resta la protezione più semplice ed economica. Secondo il servizio sanitario britannico, che dedica una pagina alla salute sessuale degli uomini gay e bisessuali, la penetrazione senza protezione è il modo più probabile di trasmettere le infezioni sessuali, e il preservativo protegge dall’HIV e riduce il rischio di molte altre.
Il lubrificante è il suo alleato indispensabile, ma va scelto bene. L’NHS è chiaro: con i preservativi in lattice non si usano lubrificanti a base oleosa, ma solo a base d’acqua o di silicone, perché l’olio può danneggiarli. Quindi niente creme per il corpo, oli da cucina o burro cacao di fortuna. Le tipologie adatte le trovate nelle sezioni lubrificanti e preservativi dello shop.
7. PrEP e test: strumenti, non sospetti
La PrEP, profilassi pre-esposizione, è un farmaco che le persone HIV negative assumono per prevenire l’infezione. Lo stesso NHS consiglia agli uomini che hanno spesso rapporti senza preservativo di parlarne con un centro specializzato. In Italia la buona notizia è recente.
E i test? L’NHS raccomanda agli uomini che hanno rapporti con uomini un test per HIV e infezioni sessuali almeno una volta l’anno, e ogni tre mesi se si hanno rapporti senza preservativo con partner nuovi. Fare il test prima del primo rapporto gay, o subito dopo, non significa sospettare dell’altro. Significa prendersi cura di sé, ed è un gesto da adulti.
I vaccini che pochi conoscono
C’è un capitolo della prevenzione di cui si parla poco: i vaccini. L’NHS raccomanda agli uomini che hanno rapporti con uomini di valutare la vaccinazione contro l’epatite A, soprattutto con più partner, quella contro l’epatite B e quella contro il papillomavirus, che riduce il rischio di condilomi. In Italia l’offerta e la gratuità variano da regione a regione: chiedete al medico di base o al centro vaccinale della vostra ASL. È una telefonata che si fa una volta, e vale anni di serenità per voi e per chi verrà dopo la vostra prima volta gay.
Ansia, erezione e il dopo: gli ultimi due punti
8. L’ansia è normale, e passa
Cuore che batte, mani fredde, pensieri che corrono. È normale, ed è normale anche che l’erezione vada e venga. Succede a tutti, alla prima volta gay come alla centesima, soprattutto quando la testa è piena di domande. Non è un segnale di scarso desiderio, è adrenalina. Respirate, ridete se vi viene da ridere, tornate ai baci. Nessuno sta cronometrando.
Un trucco che funziona: spostare l’attenzione dalla prestazione alle sensazioni. Che cosa sentite sulla pelle? Che odore ha l’altro? È la lezione più utile della prima volta gay, e vale per tutta la vita. Quando la testa smette di giudicare, il corpo di solito riprende il filo da solo.
«Nessuno ricorda la tecnica della propria prima volta. Tutti ricordano come si sono sentiti.»
9. Il dopo conta quanto il prima
Dopo la prima volta gay può arrivare di tutto: euforia, tenerezza, una strana malinconia, perfino un po’ di confusione. Sono emozioni legittime, specie se per anni vi siete sentiti dire che quello che desideravate era sbagliato. Datevi tempo. Parlatene con qualcuno di cui vi fidate, un amico, un’amica, un consultorio o un’associazione LGBTQIA+ della vostra città.
E ricordate che fare sesso con un uomo non vi obbliga a fare coming out con nessuno, né a scegliere un’etichetta definitiva. La vostra storia la raccontate voi, quando e se ne avete voglia. Se usate app di incontri, infine, qualche precauzione di buon senso: primo appuntamento in un luogo pubblico, un amico che sa dove siete, nessuna pressione ad andare oltre ciò che volete.
E se la prima volta gay non è stata come doveva essere, perché vi siete sentiti spinti, forzati o non rispettati, non è colpa vostra. Non dovete minimizzare né tenervelo dentro. Parlatene con una persona di fiducia, con il vostro medico o con le associazioni LGBTQIA+ e i centri antiviolenza del vostro territorio, che offrono ascolto anche agli uomini. Una prima volta sbagliata non decide come saranno le altre.
La vostra prima volta gay, a modo vostro
Se arrivate fin qui con meno ansia di quando avete iniziato a leggere, ho fatto il mio lavoro. La prima volta gay non deve essere perfetta, deve essere vostra: scelta, voluta, protetta. Tutto il resto, la tecnica, le preferenze, i ruoli, arriva con il tempo, con le persone giuste e con un po’ di sana curiosità.
Se poi la prima volta gay è già alle vostre spalle e state leggendo per capire che cosa avreste potuto fare diversamente, sappiate una cosa: non è mai troppo tardi per imparare. Il sesso tra uomini, come ogni forma di intimità, migliora con la conoscenza di sé e con la fiducia. Molti uomini raccontano che la seconda, la terza o la decima volta sono state le prime davvero libere. Va benissimo così.
Prima del grande giorno preparate un piccolo kit: preservativi della misura giusta, un lubrificante a base d’acqua o di silicone, magari un asciugamano a portata di mano. Lo trovate nella sezione lubrificanti dello shop, con spedizione gratuita e pacco anonimo, senza indizi sul contenuto. Altri racconti e guide della comunità li trovate nella rubrica Queer, e se volete ripassare le basi c’è la nostra guida all’educazione sessuale per adulti.
Avete una domanda che non osate fare a nessuno? Scrivetemi in Chiedilo a noi, anche in forma anonima. Oppure raccontateci la vostra prima volta gay, com’è andata o come la sognate, in Le vostre fantasie. Leggo tutto, e rispondo con il cuore.
Domande frequenti
Come prepararsi alla prima volta gay?
Parlatene prima con il partner: che cosa vi va, che cosa no, che cosa vi preoccupa. Procuratevi preservativi e un lubrificante a base d’acqua o di silicone, scegliete un luogo tranquillo e prendetevi tutto il tempo. Non c’è un copione da seguire: baci, carezze e sesso orale sono sesso a tutti gli effetti.
Al primo rapporto gay bisogna per forza fare sesso anale?
No. In un ampio studio su quasi 25.000 uomini gay e bisessuali statunitensi, la penetrazione anale compariva solo nel 37,2% degli ultimi rapporti, mentre baci, sesso orale e masturbazione reciproca superavano il 68%. Se e quando provarla lo decidete voi, insieme e senza fretta.
Che cos'è la PrEP e in Italia è gratuita?
La PrEP è un farmaco che le persone HIV negative assumono per prevenire l’infezione da HIV. Dal 2023 l’Agenzia italiana del farmaco ne ha approvato la rimborsabilità per chi è ad alto rischio: va prescritta da un infettivologo e si ritira nelle farmacie ospedaliere. Non protegge dalle altre infezioni sessuali.
Che lubrificante usare nel sesso tra uomini?
Un lubrificante a base d’acqua o di silicone, abbondante. Con i preservativi in lattice non vanno mai usati prodotti oleosi, come creme od oli, perché possono danneggiarli e farli rompere. Meglio abbondare che risparmiare: l’ano non si lubrifica da solo, e un rapporto ben lubrificato è più comodo e più sicuro. Le tipologie adatte le trovate nella sezione lubrificanti dello shop.
— Teo