Come fare · di Lola
Contenuto informativo: non sostituisce il parere del medico.
Il dolore durante i rapporti non è il prezzo da pagare per fare sesso, non è «normale» e non va sopportato in silenzio. Lo scrivo in apertura perché è la frase che molte persone avrebbero avuto bisogno di sentirsi dire anni fa, prima di abituarsi a stringere i denti.
Io sono Lola e di solito qui parliamo di piacere. Oggi parliamo del suo contrario, perché senza togliere di mezzo il dolore il piacere non ha spazio. Vedremo che cos’è il dolore durante i rapporti, in che modi si presenta, quali sono le cause più comuni, quando è il momento di andare dal medico e cosa chiedergli. Niente diagnosi fai da te: l’obiettivo è arrivare in ambulatorio con le idee chiare.
In breve
- Il dolore durante i rapporti (dispareunia) è più comune di quanto si pensi: in Gran Bretagna lo riferisce il 7,5% delle donne sessualmente attive.
- Può essere superficiale, all’ingresso, o profondo, nel bacino: le cause sono diverse e quasi sempre trattabili.
- Riguarda anche gli uomini, per esempio in caso di fimosi o infezioni.
- Se si ripete, va valutato da un medico. Febbre, dolore pelvico forte o sanguinamento dopo il sesso richiedono attenzione subito.
Dolore durante i rapporti: quanto è comune (e perché se ne parla poco)
Il nome medico è dispareunia: indica un dolore ai genitali o al bacino che compare prima, durante o dopo un rapporto sessuale. Non è una malattia in sé, ma un sintomo. Come la febbre, dice che qualcosa non va, non dice cosa.
Quanto è diffuso? Il dato più solido viene da Natsal-3, la grande indagine britannica sugli stili di vita sessuali. Su 6.669 donne sessualmente attive, il 7,5% ha riferito dolore durante i rapporti per almeno tre mesi nell’ultimo anno. Le fasce d’età più colpite erano quelle tra 55 e 64 anni (10,4%) e tra 16 e 24 anni (9,5%): due momenti della vita molto diversi, con cause probabilmente diverse.
Perché se ne parla così poco? Perché il dolore durante i rapporti tocca tre tabù in un colpo solo: il sesso, il corpo che «non funziona», la paura di deludere il partner. Molte persone pensano che sia colpa loro, che passerà da solo o che sia una cosa da accettare con l’età. Altre ci provano a parlarne, e si sentono rispondere «rilassati». Non è un consiglio medico. Ed è il motivo per cui oggi entriamo nel dettaglio.
Quando preoccuparsi: i segnali da non ignorare
Cominciamo dalla domanda del titolo, perché è quella che conta di più. Un fastidio isolato, magari dopo un rapporto un po’ frettoloso o con poca lubrificazione, può capitare. Un dolore durante i rapporti che si ripete, che peggiora o che si accompagna ad altri sintomi no: merita sempre una visita.
Il semaforo qui sotto non è uno strumento diagnostico, ma un promemoria per capire con che urgenza muoversi. Nel dubbio, vale sempre la scelta più prudente: chiedere a un professionista.

In pratica, conviene prenotare una visita dal medico di base, dal ginecologo, dall’urologo o andrologo o al consultorio se:
- il dolore durante i rapporti si presenta più volte, anche se è sopportabile;
- compare sempre nello stesso punto o con la stessa posizione;
- è accompagnato da bruciore, prurito, perdite insolite o cattivo odore;
- notate sanguinamento dopo il rapporto, tra un ciclo e l’altro o dopo la menopausa;
- la penetrazione è diventata impossibile o la evitate per paura del dolore.
Superficiale o profondo: due tipi di dolore alla penetrazione
Per orientare il medico, la prima informazione utile è dove fa male. I ginecologi distinguono di solito due grandi famiglie di dolore alla penetrazione.
Il dolore superficiale si sente all’ingresso della vagina o sulla vulva, spesso proprio al momento della penetrazione o del contatto. Può essere un bruciore, una sensazione di sfregamento, una fitta. Il dolore profondo, invece, si sente «dentro», nel basso ventre o nel bacino, soprattutto con le spinte più profonde o in certe posizioni, e a volte continua anche dopo il rapporto.

La distinzione non è una diagnosi, ma aiuta a restringere il campo. Annotatela, insieme a quando compare il dolore durante i rapporti, quanto dura e cosa lo peggiora o lo migliora. Sono informazioni preziose per chi vi visiterà.
Un trucco pratico: tenete per qualche settimana un piccolo diario, anche sulle note del telefono. Data, tipo di rapporto, posizione, livello di eccitazione, intensità del dolore da 0 a 10, eventuali sintomi nei giorni successivi. Sembra un compito noioso, ma in ambulatorio fa la differenza tra un generico «a volte mi fa male» e un quadro preciso che il medico può leggere. E spesso aiuta anche voi a notare collegamenti che non avevate visto, per esempio con il ciclo, con un farmaco o con i periodi di stress.
Le cause più comuni del dolore durante i rapporti
Le possibili cause sono tante, e non tocca a noi stabilire quale riguarda voi. Ma conoscerle aiuta a capire che il dolore durante i rapporti ha quasi sempre una spiegazione, e quindi una strada per stare meglio.
Secchezza vaginale
È una delle cause più frequenti. Secondo il servizio sanitario britannico, la secchezza vaginale può dipendere da menopausa, gravidanza e allattamento, da alcuni farmaci come contraccettivi ormonali e antidepressivi, da trattamenti oncologici, da prodotti profumati usati nelle parti intime e anche da una scarsa eccitazione. Ne abbiamo parlato a fondo nella guida alla secchezza vaginale: cause e 7 rimedi.
Vaginismo
È una contrazione involontaria dei muscoli intorno alla vagina che rende la penetrazione difficile, dolorosa o impossibile. Le cause non sono sempre chiare: possono entrare in gioco ansia, paura del dolore, esperienze sessuali dolorose. La buona notizia è che si cura: l’NHS indica come possibili trattamenti la terapia psicosessuale, gli esercizi per il pavimento pelvico e i dilatatori vaginali di misure crescenti, da usare con gradualità e con la guida di un professionista.

Vulvodinia
È un bruciore o un dolore persistente alla vulva senza una causa evidente, che può essere spontaneo o provocato dal contatto, come succede durante un rapporto. Secondo ISSalute, il portale dell’Istituto superiore di sanità, la vulvodinia interessa una quota stimata tra il 10 e il 15% delle persone con apparato genitale femminile, a qualsiasi età. Difficilmente passa da sola, quindi serve un percorso con specialisti esperti.
Infezioni
Candida, vaginosi, infezioni urinarie e infezioni sessualmente trasmissibili possono causare bruciore, irritazione e dolore durante i rapporti. Alcune IST, come clamidia e gonorrea, possono anche risalire e provocare la malattia infiammatoria pelvica, che si manifesta tra l’altro con dolore profondo durante il sesso e sanguinamento dopo il rapporto.
Endometriosi, fibromi e altre cause profonde
L’endometriosi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, riguarda circa il 10% delle donne in età riproduttiva, circa 190 milioni nel mondo, e il dolore durante o dopo il sesso è tra i suoi sintomi possibili, insieme a cicli molto dolorosi e dolore pelvico cronico. Anche i fibromi uterini possono causare dolore o fastidio durante i rapporti, così come cisti, aderenze e cicatrici, per esempio dopo un parto o un intervento.
Dopo il parto e in menopausa
Sono due fasi in cui il dolore durante i rapporti diventa più frequente, e non a caso: nei dati di Natsal-3 la fascia tra 55 e 64 anni era la più colpita. Dopo il parto, e soprattutto durante l’allattamento, gli ormoni cambiano e la mucosa vaginale può diventare più sottile e asciutta; a questo si possono aggiungere i punti di sutura o una lacerazione in via di guarigione. In menopausa il calo degli estrogeni rende i tessuti più delicati e meno elastici.
In entrambi i casi non si tratta di «aspettare che passi». Il dolore durante i rapporti dopo un parto o in menopausa ha soluzioni concrete, dai lubrificanti agli idratanti vaginali fino alle terapie che solo il medico può valutare e prescrivere. Parlarne alla visita di controllo dopo il parto, o al ginecologo in menopausa, è il modo più rapido per stare meglio.
«Il dolore durante i rapporti non è un prezzo da pagare con l’età o dopo un figlio: è un sintomo, e i sintomi si ascoltano.»
Il ruolo della mente (che non vuol dire «è tutto nella testa»)
Ansia, stress, esperienze negative, tensioni nella coppia possono contribuire al dolore, perché il corpo si irrigidisce e si eccita meno. Ma attenzione: riconoscere questa componente non significa sminuire il dolore. Il dolore durante i rapporti è reale anche quando ha anche una componente emotiva, e spesso le due cose si alimentano a vicenda: il dolore genera paura, la paura genera tensione, la tensione genera altro dolore.
E negli uomini? Il dolore durante i rapporti non ha genere
Se ne parla quasi solo al femminile, ma il dolore durante i rapporti può riguardare anche gli uomini. Una delle cause più note è la fimosi, cioè il prepuzio troppo stretto: secondo l’NHS può provocare erezioni dolorose che rendono difficile fare sesso. Altre possibili cause sono un frenulo corto, le infezioni genitali o urinarie, le infiammazioni della prostata e le curvature del pene.
Anche negli uomini vale la stessa regola: un dolore che si ripete non va ignorato né affrontato con il fai da te. Il riferimento è il medico di base, l’urologo o l’andrologo. E anche qui c’è un tabù da superare: per molti uomini ammettere un dolore sessuale sembra una ferita all’orgoglio. Non lo è. È solo un sintomo da guardare in faccia.
Prima di continuare, una domanda per voi. Nessuno vedrà la vostra risposta, ma ci aiuterà a capire quanto c’è ancora da fare.
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Cosa fare: dal medico, con le domande giuste
Il passo più importante è il più difficile: parlarne. Molte persone aspettano anni prima di dire a un medico che provano dolore durante i rapporti, e intanto cambiano abitudini, evitano l’intimità, si convincono di essere «fatte così». Se vi aiuta, ricordate che per chi lavora in ambulatorio è un argomento come un altro. E se vi sentite liquidare con un «è normale» o «si rilassi», avete tutto il diritto di chiedere un secondo parere.
Per arrivare preparati, annotate prima della visita:
- Dove sentite il dolore: all’ingresso o in profondità, da un lato o diffuso.
- Quando compare: all’inizio della penetrazione, con certe posizioni, dopo il rapporto, anche con un assorbente interno o durante la visita ginecologica.
- Da quanto tempo e se è cambiato qualcosa: un parto, la menopausa, un nuovo farmaco, un nuovo partner.
- Altri sintomi: perdite, bruciore urinario, cicli dolorosi, sanguinamenti, dolore al di fuori del sesso.
Ecco qualche domanda che potete fare al medico, senza timore di sembrare esagerate o esagerati:
- Quali esami servono per capire la causa del mio dolore durante i rapporti?
- Potrebbe dipendere da un farmaco che sto prendendo?
- Ha senso una visita da un fisioterapista del pavimento pelvico?
- Può essere utile un percorso con un sessuologo o uno psicoterapeuta?
- Che lubrificante o idratante vaginale mi consiglia, e come si usa?
Non esiste un’unica cura per il dolore durante i rapporti, perché le cause sono diverse. Il percorso giusto, spesso, coinvolge più figure: il ginecologo o l’urologo per la diagnosi, il fisioterapista del pavimento pelvico per i muscoli, il sessuologo per la relazione con il desiderio e con il partner. I consultori familiari offrono assistenza ginecologica e psicologica e sono un buon punto di partenza, anche per chi non sa da dove cominciare.
Cosa fare intanto: 6 accorgimenti che aiutano
In attesa della visita, e anche dopo, ci sono piccole strategie che possono rendere l’intimità più serena. Non sostituiscono la cura, ma evitano di rinforzare il circolo vizioso tra dolore e paura. E se un accorgimento peggiora il dolore durante i rapporti invece di alleviarlo, lasciatelo perdere e parlatene al medico.
| Cosa aiuta | Perché |
|---|---|
| Fermarsi quando fa male | Continuare insegna al corpo ad aspettarsi dolore |
| Usare un lubrificante | Riduce l’attrito; con il preservativo, meglio a base d’acqua o silicone |
| Allungare i preliminari | Più eccitazione significa più lubrificazione e muscoli più rilassati |
| Scegliere posizioni che controllano la profondità | Chi sente dolore guida ritmo e angolazione |
| Evitare prodotti profumati | Possono irritare vulva e vagina |
| Esplorare il sesso senza penetrazione | Il piacere non dipende da un solo gesto |
Sui preliminari vale la pena insistere: non sono un dettaglio. Danno al corpo il tempo di rispondere e spostano l’attenzione dalla meta al gioco. Trovate dodici idee divise per tempo disponibile nella guida ai preliminari. E ricordate che il sesso non coincide con la penetrazione: carezze, sesso orale, giochi e masturbazione reciproca sono sesso a tutti gli effetti, e possono essere un rifugio prezioso mentre si cura la causa del dolore durante i rapporti.
Un’ultima nota sui lubrificanti. Quelli a base d’acqua sono compatibili con tutti i preservativi e i giocattoli; quelli al silicone durano più a lungo, ma non vanno usati con i giocattoli in silicone. Evitate oli e creme non pensati per le parti intime, che con il lattice non vanno d’accordo e possono irritare.
Dolore durante i rapporti e coppia: parlarne senza sensi di colpa
Il dolore durante i rapporti non è mai solo una faccenda individuale: entra nella coppia, spesso in punta di piedi. Chi lo prova può sentirsi in colpa, temere di essere lasciato, fingere che vada tutto bene. Chi sta accanto può sentirsi rifiutato, o avere paura di fare male. Il silenzio, in questi casi, fa più danni del dolore.
La regola d’oro è semplice: nessuno deve fare sesso con dolore per accontentare l’altro. Un rapporto doloroso subito per non deludere il partner non è un atto d’amore, ed è anche il modo migliore per trasformare il dolore in paura. Il consenso vale anche qui: si può dire sì all’intimità e no alla penetrazione, oggi o per tutto il tempo che serve. Ne abbiamo parlato nella guida al consenso sessuale.
«Il dolore non è un argomento da letto. Parlatene a cena, a mente fredda, come si parla di un progetto comune. Perché lo è.»
Chi sta accanto a una persona con dolore durante i rapporti può fare molto: informarsi, accompagnarla alla visita se lei o lui lo desidera, proporre forme di intimità diverse, non mettere fretta. E soprattutto non prenderla sul personale. Il dolore non è un giudizio su di voi.
Lo stesso vale nelle coppie dello stesso sesso e per chi non pratica la penetrazione vaginale: il dolore durante i rapporti può comparire anche con le dita, con un giocattolo o nel sesso anale, e merita la stessa attenzione. Cambiano le pratiche, non la regola: se fa male ci si ferma, si capisce perché e si chiede aiuto.
Il dolore durante i rapporti si può curare
Se c’è una cosa che vorrei vi restasse, è questa: nella maggior parte dei casi il dolore durante i rapporti si può capire e trattare. Servono tempo, i professionisti giusti e un po’ di coraggio per fare la prima telefonata. Ma il sesso senza dolore non è un lusso: fa parte della salute, come ricorda l’Organizzazione mondiale della sanità quando definisce la salute sessuale e include la possibilità di avere esperienze sessuali piacevoli e sicure.
Quando vi sentirete pronti a ripartire, scegliete strumenti che vi mettano a vostro agio. Nello shop trovate la sezione lubrificanti, con le diverse tipologie a base d’acqua e di silicone: chiedete al medico quale fa al caso vostro. Spedizione gratuita e pacco anonimo, perché la discrezione è parte della cura.
E se avete una domanda che non riuscite a fare a voce, scrivetela a noi in Chiedilo a noi, anche in forma anonima. Non siamo medici e non facciamo diagnosi, ma possiamo aiutarvi a mettere in fila le domande giuste e a sentirvi meno soli. Per altre basi su corpo e piacere, ripartite dalla nostra educazione sessuale per adulti.
Domande frequenti
Il dolore durante i rapporti è normale?
No. Un fastidio isolato può capitare, per esempio con poca lubrificazione, ma il dolore durante i rapporti che si ripete non va considerato normale né sopportato. È un sintomo con cause diverse, dalla secchezza vaginale alle infezioni fino all’endometriosi, e quasi sempre trattabile. Se si ripete, parlane con il medico di base, il ginecologo o il consultorio.
Che differenza c'è tra dispareunia superficiale e profonda?
La dispareunia superficiale si sente all’ingresso della vagina o sulla vulva, di solito al momento della penetrazione: tra le possibili cause ci sono secchezza, vaginismo, vulvodinia e infezioni. Quella profonda si sente nel basso ventre, con spinte profonde o certe posizioni, e può dipendere per esempio da endometriosi, infiammazione pelvica o fibromi. La diagnosi spetta al medico.
Quando il dolore ai rapporti richiede il pronto soccorso?
Secondo il servizio sanitario britannico servono cure urgenti in caso di dolore pelvico forte o in peggioramento e di febbre alta con brividi, che possono indicare un’infezione degli organi pelvici. Per gli uomini, è un’urgenza il prepuzio che non torna in posizione. In Italia si chiama il 112 o il 118 oppure si va in pronto soccorso.
Anche gli uomini possono avere dolore durante il sesso?
Sì. Tra le cause possibili ci sono la fimosi, cioè il prepuzio troppo stretto, che può rendere dolorose le erezioni, il frenulo corto, le infezioni genitali o urinarie e le infiammazioni della prostata. Anche negli uomini un dolore che si ripete va valutato dal medico di base, dall’urologo o dall’andrologo, senza imbarazzo e senza rimedi fai da te.
— Lola