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Racconto erotico di coppia: La lettera nel cassetto

Dopo vent’anni di matrimonio Marta trova in un cassetto la lettera d’amore che Andrea non le ha mai consegnato. E decide di rispondere.
Racconto erotico di coppia: letto sfatto con lenzuola bianche e tulipani rossi alla luce del pomeriggio

Racconti erotici · 18+

Questo racconto erotico di coppia comincia da un cassetto e da una busta ingiallita, in una casa di Trieste dove la figlia è appena partita per l’università e il silenzio, per la prima volta dopo diciotto anni, è tutto per due. Marta e Andrea sono sposati da vent’anni. Si vogliono bene, si fanno il caffè a vicenda, si dividono le bollette. Da quanto non si desiderano ad alta voce, nessuno dei due saprebbe dirlo.

Come tutti i nostri racconti, è un’opera di fantasia: i personaggi sono adulti, ogni gesto è scelto da entrambi. Se vi è piaciuto Il primo giorno, qui troverete un’altra stagione della vita: quella in cui il desiderio non è sparito, ha solo smesso di parlare. Perché un racconto erotico di coppia, e non l’ennesima storia di due sconosciuti in un ascensore? Perché l’erotismo di chi si conosce da vent’anni è il più difficile da raccontare e, forse, il più intenso: non deve scoprire un corpo, deve ricordarsi di averlo. Mettetevi comodi. Questo racconto erotico di coppia si legge meglio piano.

Il cassetto di sinistra

La garanzia della caldaia doveva essere da qualche parte. Andrea giurava di averla messa «dove si mettono le garanzie», una formula che in vent’anni di matrimonio non aveva mai indicato un luogo preciso. Il tecnico sarebbe arrivato lunedì. Era sabato mattina, pioveva di traverso e la bora faceva tremare i vetri del soggiorno.

Marta aprì il cassetto di sinistra della scrivania di lui, quello che si incastrava sempre. Dentro c’erano le cose che sopravvivono ai traslochi: elastici, un righello di legno, due chiavi senza porta, una grammatica latina con la copertina rattoppata con lo scotch. Andrea insegnava latino al liceo da ventisei anni e quella grammatica era più vecchia del loro matrimonio.

Sotto la grammatica c’era una busta.

Era color avorio, di carta spessa, e il tempo l’aveva ingiallita sui bordi. Sopra, con la calligrafia stretta e inclinata di Andrea, c’era scritto:

«Per Marta. Da aprire quando avrai voglia di me.»

Marta rimase in piedi, con la busta in mano, per un tempo che le parve lunghissimo. Fuori un’imposta sbatté. Pensò a una lettera d’addio, poi si diede della stupida. Pensò a un’altra donna, poi si diede della stupida di nuovo. Sul retro, a matita, c’era una data: 14 ottobre 2011. Il loro quinto anniversario. L’anno in cui Giulia non dormiva mai, il padre di Andrea era in ospedale e loro due si passavano accanto in corridoio come due infermieri a fine turno.

La busta non era sigillata. Era stata chiusa e riaperta, forse più volte. Marta si sedette sulla poltrona vicino alla finestra, quella dove nessuno si sedeva mai, e sfilò i fogli.

Racconto erotico di coppia: la lettera mai consegnata

Erano tre pagine fitte. In cima alla prima, sottolineato due volte, c’era un titolo: Racconto erotico di coppia. Il nostro. Quello che non ho il coraggio di raccontarti a voce.

Marta sorrise prima ancora di leggere. Era così tipico di lui: dare un titolo alle cose, come se senza un titolo non esistessero. Poi cominciò a leggere, e il sorriso le cambiò sulla faccia.

Marta, stasera ti ho guardata mentre ti toglievi gli orecchini davanti allo specchio del bagno. Avevi gli occhi stanchi e una ciocca di capelli sulla bocca, e io ho pensato che sei la donna più bella che io abbia mai visto da vicino. Non te l’ho detto. Ti ho chiesto se avevi chiuso il gas.

Allora te lo scrivo. Ti scrivo il racconto erotico di coppia che faccio nella testa da mesi, quando ti sento respirare nel buio e non ho il coraggio di allungare una mano perché so che sei sfinita, e ho paura che il mio desiderio ti sembri un’altra richiesta, un altro peso.

Nel mio racconto è sabato e non c’è fretta. Giulia è dai nonni. Fuori tira la bora. Io ti aspetto in cucina e quando entri non ti chiedo niente, ti guardo e basta, finché non sei tu a ridere e a dirmi «che c’è?». Allora ti dico che c’è. Che ho voglia di spogliarti piano, un bottone per volta, come si sfoglia un libro che si ama. Che voglio baciarti il neo sulla spalla sinistra, quello che dici di odiare. Che voglio sentirti dire il mio nome con quella voce bassa che usi solo quando nessuno ci sente.

Catullo chiedeva a Lesbia mille baci, e poi cento, e poi altri mille. Io sono un uomo modesto: me ne bastano mille. Ma li voglio contare tutti, uno per uno, partendo dal collo.

Se un giorno avrai voglia di questo racconto, dimmelo. Se non ne avrai voglia, va bene lo stesso. Non ti chiederò mai niente che tu non voglia darmi. Ti aspetto comunque. Ti aspetto sempre.

A.

C’era altro, nelle tre pagine. C’erano frasi che Marta lesse due volte, con le guance calde, e che non avrebbe ripetuto a nessuno. C’era la descrizione precisa, quasi da filologo, di come lui immaginava le sue mani su di lei, del punto esatto in cui le avrebbe fermate per chiederle «così?», del modo in cui avrebbe aspettato la sua risposta. Era un racconto erotico di coppia scritto da un uomo che conosceva il suo corpo a memoria e che, proprio per questo, aveva avuto paura di toccarlo.

Quando finì, si accorse che la pioggia era diventata grandine e che lei aveva il respiro corto. Ripiegò i fogli lungo le pieghe vecchie. Non sapeva se piangere o ridere. Sapeva soltanto, con una chiarezza che non provava da anni, di avere voglia di lui.

Rilesse il titolo. Racconto erotico di coppia. Le venne da ridere al pensiero di Andrea, quindici anni prima, chino su quei fogli a mezzanotte con la stessa serietà con cui correggeva una versione di Cicerone. Poi le venne da piangere al pensiero che quel racconto erotico di coppia fosse rimasto per tutto quel tempo sotto una grammatica, a pochi metri dal loro letto, mentre loro due imparavano a dormire ognuno sul proprio lato, senza sfiorarsi, per non disturbarsi.

Non era successo niente di grave, nella loro storia. Era questo il punto. Nessun tradimento, nessuna crisi, nessuna porta sbattuta. Solo la vita, che si era presa tutto lo spazio un pezzetto per volta: le notti in bianco, i compiti di Giulia, i turni in ospedale, le cene in piedi. Il desiderio non se n’era andato. Si era messo in un cassetto, come la lettera, e aspettava che qualcuno lo aprisse.

Due calici di vino bianco su un piano in marmo con limoni ed erbe aromatiche

La risposta

Andrea tornò dal mercato verso mezzogiorno, bagnato fino alle ginocchia, con due borse di verdura e il giornale fradicio. Marta era in cucina e stava tagliando il pane. Lui le disse che la bora aveva rovesciato una bancarella di castagne in via Battisti. Lei rise nel modo giusto. Lui non notò niente. Lei notò tutto: le mani grandi che posavano le borse, il collo arrossato dal freddo, la piega della bocca che aveva baciato migliaia di volte e che, si rese conto, non guardava davvero da molto tempo.

Non gli disse della lettera. Non subito. Aveva aspettato quindici anni, il suo racconto erotico di coppia: poteva aspettare ancora qualche ora, e intanto voleva rispondergli nella stessa lingua.

Durante il pranzo lo osservò come si osserva uno sconosciuto interessante al tavolo accanto. Il modo in cui spezzava il pane con le dita. La ruga nuova tra le sopracciglia quando leggeva. La voce con cui le raccontava di uno studente che aveva tradotto amor con «ammortamento». Ogni dettaglio, adesso, le sembrava una frase di quel racconto erotico di coppia che lui non le aveva mai letto e che lei, invece, si portava addosso da tre ore come un profumo.

Nel pomeriggio, mentre lui correggeva le versioni in salotto, Marta prese dal suo studio un foglio di carta buona, di quella che usava per i preventivi importanti. Rispondere a un racconto erotico di coppia, scoprì, è più difficile che scriverlo: scrisse a mano, cancellò, riscrisse. Alla fine la risposta era corta. Le cose vere, aveva imparato, stanno in poche righe.

Ho trovato il tuo racconto erotico di coppia. Con quindici anni di ritardo, ma l’ho trovato. Sì, ho voglia di te. Stasera alle nove, in camera nostra. Porta la lettera: voglio che me la legga tu, ad alta voce, dall’inizio. Poi facciamo esattamente quello che c’è scritto. E se a un certo punto uno dei due vuole fermarsi, ci fermiamo: vale per te come per me. M.

Infilò il foglio dentro la grammatica latina, alla pagina dei verbi deponenti, quella che lui apriva ogni sabato sera per preparare le lezioni del lunedì. Poi rimise la grammatica sulla scrivania, bene in vista, e la busta di lui accanto. Andò a farsi un bagno lunghissimo e, per la prima volta da anni, scelse con cura cosa mettersi sotto il vestito.

Citazione dal racconto erotico di coppia La lettera nel cassetto: Per Marta, da aprire quando avrai voglia di me
La frase sulla busta che dà il via a tutto.

Alle otto e un quarto sentì il passo di Andrea fermarsi in studio. Poi il silenzio. Un silenzio lungo, denso, che lei ascoltò dalla camera con il cuore che le batteva nelle orecchie come a vent’anni. Poi la sua voce, dal corridoio, incrinata da una risata: «Marta. Ma tu da quanto…». E poi niente. Lo sentì tornare indietro, aprire il cassetto, richiuderlo. Lo sentì aprire l’acqua della doccia.

Quindici anni per consegnare un racconto erotico di coppia, pensò Marta. Tre ore per rispondere. Le sembrò una proporzione giusta, quasi matematica, e la cosa la fece sorridere da sola al buio.

Racconto erotico di coppia, ore nove: mille baci

Alle nove in punto bussò alla porta della loro camera da letto. Bussò, alla sua porta, dopo vent’anni di matrimonio. Marta pensò che era la cosa più erotica che le fosse capitata da un decennio.

«A volte il gesto più erotico del mondo è bussare alla porta della propria camera da letto.»

«Avanti» disse.

Lui entrò con i fogli in mano. Si era rasato, aveva la camicia blu che a lei piaceva e un’aria da studente all’esame di maturità. Lei era seduta sul bordo del letto, le gambe accavallate, una lampada sola accesa. Si guardarono per un momento lunghissimo. Poi Andrea si schiarì la voce, come in classe, e lei scoppiò a ridere, e la tensione si sciolse di colpo.

«Sei sicura?» le chiese, piano.

«Sono sicura. Leggi.»

Lesse il suo racconto erotico di coppia dall’inizio, come lei aveva chiesto. All’inizio la voce gli tremava, poi trovò il ritmo. Lesse in piedi, poi seduto accanto a lei, poi con la testa di lei appoggiata sulla spalla. Quando arrivò al neo sulla spalla sinistra, si fermò e la guardò. Marta non disse niente: con due dita abbassò la spallina del vestito. Lui si chinò e la baciò lì, esattamente lì, e poi continuò a leggere con la bocca vicinissima alla sua pelle, così che ogni parola le arrivava addosso come un respiro caldo.

Il racconto erotico di coppia scritto nel 2011 diceva: un bottone per volta. Andrea lo prese alla lettera. Il vestito di Marta aveva undici bottoni sulla schiena, e lui li slacciò tutti con una lentezza quasi crudele, fermandosi a ognuno per baciare la porzione di pelle che si scopriva. Lei contava ad alta voce, ridendo e poi non ridendo più. Al settimo bottone aveva smesso di contare.

«Così?» le chiese lui, quando le sue mani arrivarono ai fianchi.

«Così» disse lei. «E anche più giù.»

Era strano e meraviglioso: conoscevano ogni centimetro l’uno dell’altra, eppure quella sera tutto sembrava da riscrivere. Il racconto erotico di coppia di Andrea aveva quindici anni, i loro corpi ne avevano qualcuno in più, e nessuno dei due voleva fingere il contrario.

Si spogliarono a vicenda, senza fretta e senza imbarazzo, con quella confidenza che i corpi di lungo corso hanno e che i corpi nuovi possono solo invidiare. Lei conosceva la cicatrice dell’appendicite sul fianco di lui, la sua pancia che non era più quella di trent’anni prima e che lei, si accorse, amava di più. Lui conosceva il segno lasciato dal parto, le smagliature argentate sui fianchi, la pelle più morbida del seno. Non c’era niente da nascondere. C’era solo da ritrovarsi.

Andrea mantenne la promessa dei mille baci. Partì dal collo, come aveva scritto. Scese lungo la clavicola, si fermò a lungo sul seno, sulla curva del ventre, sull’interno delle cosce, dove la pelle di Marta era così sensibile che lei dovette afferrare il lenzuolo. Lei gli prese la mano e gliela guidò, senza parole, mostrandogli il ritmo e la pressione che voleva, quelli di adesso, non quelli di vent’anni prima. Lui imparò in fretta. Era sempre stato un buon studente.

«Il racconto erotico di coppia che aveva scritto a trentasette anni lo stava leggendo adesso, a cinquantadue, con le mani.»

Quando lei lo tirò a sé, fu lei a decidere i tempi. Si mise sopra di lui, lentamente, guardandolo negli occhi, e per un attimo restarono così, fermi, a respirare insieme. Poi cominciarono a muoversi. Il letto cigolava, come sempre, e per una volta nessuno dei due pensò che bisognava ripararlo. Fuori la bora urlava contro le finestre e dentro, finalmente, si sentivano solo loro: il suo nome detto con la voce bassa, il respiro di lui che si spezzava, una risata soffocata quando il ginocchio di lei protestò e dovettero cambiare posizione.

Il piacere di Marta arrivò come un’onda lunga, salita da lontano, e lei non provò a trattenerlo né a renderlo più elegante di quello che era. Andrea la seguì poco dopo, stringendola forte, con la fronte appoggiata alla sua spalla, proprio sopra il neo che lei aveva sempre odiato e che quella sera, decise, le piaceva moltissimo.

Il racconto erotico di coppia continua nel cassetto

Dopo restarono a lungo abbracciati, sudati e scomposti, con i fogli del racconto erotico di coppia sparsi sul pavimento. La lampada faceva una luce color miele. Marta aveva la testa sul petto di lui e ascoltava il cuore rallentare.

«Perché non me l’hai mai data?» chiese alla fine.

Andrea ci mise un po’ a rispondere. «Avevo paura che sembrasse un rimprovero. Eri così stanca. Io ero stanco. Mi sembrava che il mio desiderio fosse l’ultima cosa di cui avevi bisogno.» Le accarezzò i capelli. «Poi è passato un mese, poi un anno. A un certo punto mi sono convinto che era meglio lasciarla lì. Come una cosa che esiste anche se non la usi.»

«Come la garanzia della caldaia» disse lei, e risero tutti e due fino alle lacrime.

«Il silenzio, a volte, non è mancanza di desiderio: è troppa delicatezza.»

Quando smisero di ridere, Marta pensò a quante coppie, in quel momento, avevano un racconto erotico di coppia chiuso in un cassetto, in un telefono, in una frase mai detta prima di spegnere la luce. Quante persone si volevano e non se lo dicevano per paura di pesare.

Più tardi, quando lui si addormentò, Marta si alzò senza far rumore. Andò in studio a piedi nudi, nel buio della casa che finalmente era solo loro. Accese la lampada della scrivania, prese una busta avorio dal suo cassetto e ci scrisse sopra, con la sua calligrafia tonda: Per Andrea. Da aprire quando avrai voglia di me.

Dentro mise un foglio con un titolo, sottolineato due volte, e sotto, per ora, una riga sola:

«Racconto erotico di coppia, seconda puntata. Questa volta lo scrivo io. Sabato prossimo, stessa ora. Porta la grammatica.»

Aprì il cassetto di sinistra, quello che si incastrava sempre, e ce la infilò sotto la grammatica latina. Poi tornò a letto, si rannicchiò contro la schiena calda di lui e si addormentò sorridendo, mentre fuori, finalmente, la bora cominciava a calmarsi.

Una nota, a storia chiusa. Andrea, nel racconto erotico di coppia che avete appena letto, cita il carme 5 di Catullo, quello del «da mi basia mille»: duemila anni dopo, resta la richiesta più dolce che si possa scrivere a chi si ama. E se pensate che le lettere d’amore siano roba da museo, avete ragione in senso letterale: a Torrevecchia Teatina, in provincia di Chieti, esiste davvero un Museo della lettera d’amore che ne custodisce migliaia. Il nostro racconto erotico di coppia è nato anche da lì: dall’idea che scrivere un desiderio sia il modo più gentile per chiedere il permesso di viverlo.

Scrivere il proprio racconto erotico di coppia non richiede talento letterario. Andrea è un professore di latino, ma la frase più potente della sua lettera è la più semplice: se non ne avrai voglia, va bene lo stesso. È lì che un racconto erotico di coppia diventa un invito e non una pretesa. Si può cominciare da un ricordo preciso, da un dettaglio del corpo dell’altro che vi piace e non avete mai nominato, da una scena che vorreste vivere. Si può scrivere a mano o su un biglietto lasciato nella tasca del cappotto. L’importante è lasciare all’altra persona la libertà di dire sì, no o «non ancora».

Se questo racconto erotico di coppia vi ha fatto venire voglia di riaprire un cassetto, cominciate da un foglio e da una penna. Se poi volete aggiungere un gioco alla serata, nella sezione per la coppia del nostro shop trovate idee pensate per esplorare insieme, senza fretta. Se invece il desiderio nella vostra coppia è in letargo, leggete anche le 7 idee per riaccenderlo davvero. E per altri spunti su come parlarsi a letto, Lola ha scritto una guida su come raccontare le fantasie erotiche al partner.

Avete anche voi una lettera mai consegnata, un desiderio mai detto, un racconto erotico di coppia che vi gira in testa da anni? Scrivetelo nella pagina Le vostre fantasie, anche in forma anonima: i più belli potrebbero diventare il prossimo racconto. Altri racconti e storie erotiche vi aspettano nella raccolta Racconti.

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Domande frequenti

Che cos'è un racconto erotico di coppia?

È una storia erotica che ha per protagonisti due partner che si conoscono già, spesso da anni. Al centro non c’è la scoperta di uno sconosciuto ma il desiderio che si riaccende dentro una relazione: complicità, ricordi, nuove richieste. Su Giochi per Grandi i personaggi sono sempre adulti, di fantasia, e ogni gesto è scelto da entrambi.

Dove leggere racconti erotici di coppia gratis?

Sul nostro magazine pubblichiamo racconti erotici originali, scritti dalla redazione e pensati per accendere la testa prima del corpo. Li trovi tutti nella raccolta Racconti e nella rubrica Racconti erotici. Puoi anche proporci la tua storia, in forma anonima, nella pagina Le vostre fantasie.

Come scrivere una lettera erotica al partner?

Parti da un ricordo preciso o da un dettaglio del suo corpo che ami e non hai mai nominato. Scrivi in prima persona, descrivi cosa desideri senza pretendere niente e lascia sempre una porta aperta: puoi dire sì, no o non ancora. Non serve essere scrittori: la sincerità conta più dello stile. Poi scegli il momento giusto per consegnarla.

Leggere racconti erotici in coppia può aiutare il desiderio?

Per molte coppie sì, perché leggere insieme crea un’atmosfera, offre parole a chi fatica a trovarle e può aprire conversazioni su fantasie mai dette. Non è una terapia e non funziona per tutti: conta che entrambi siano curiosi e a proprio agio. Se il calo del desiderio vi preoccupa, leggete anche la nostra guida al desiderio nella coppia.

— La redazione

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