Chiedilo a noi · risponde Franca & Piero
Stiamo insieme da 30 anni e ci vogliamo bene, ma il sesso è diventato un dovere. Come si torna a giocare?
— una lettrice, 57 anni
Il sesso come dovere è una trappola in cui cadono moltissime coppie di lungo corso, e la buona notizia è che se ne esce: lo sappiamo perché ci siamo passati anche noi. Ventisei anni insieme, due figli, un mutuo, e a un certo punto ci siamo accorti che facevamo l’amore come si porta fuori la spazzatura. Con affetto, per carità. Ma senza nessuna voglia.
Il fatto che vi vogliate bene è il punto di partenza migliore che esista. Non dovete ricostruire una relazione: dovete solo togliere la polvere da una parte di essa. E la polvere, si sa, viene via.
Sesso come dovere: perché succede dopo tanti anni
Nessuno si sveglia una mattina decidendo che il sesso sarà un obbligo. Ci si arriva per piccoli passi. Il sabato sera diventa «il momento», le mosse diventano sempre le stesse, e intanto la vita riempie la testa di bollette, genitori anziani, lavoro. A un certo punto uno dei due pensa: «È da troppo che non lo facciamo, dovremmo». Ed ecco servito il sesso come dovere.
Come capire se ci siete dentro? Ci sono segnali piuttosto chiari: contate i giorni dall’ultima volta, sperate in segreto che l’altro sia troppo stanco, durante il rapporto pensate alla lista della spesa, e dopo provate più sollievo che piacere. Se vi riconoscete in almeno due di queste frasi, il sesso come dovere è già entrato in camera da letto. Niente panico: dargli un nome è il primo passo per mandarlo via.
C’è poi un equivoco che ci ha fatto perdere parecchio tempo. Credevamo che il desiderio dovesse arrivare prima, spontaneo, come a vent’anni. Invece per molte persone, soprattutto nelle relazioni lunghe, funziona al contrario. La sessuologa canadese Rosemary Basson ha descritto un modello in cui il desiderio può essere «responsivo»: nasce durante l’intimità, non necessariamente prima, e si alimenta di vicinanza, emozioni e stimoli piacevoli. Tradotto: non serve avere già voglia per cominciare, serve un contesto in cui la voglia possa nascere.
Il problema è che il sesso come dovere quel contesto lo distrugge. Se sai già che «tocca», arrivi con l’ansia della prestazione o con la rassegnazione. Né l’una né l’altra sono afrodisiache.
Il primo passo: togliere l’obbligo
Sembra un paradosso, ma per uscire dal sesso come dovere bisogna prima togliere il sesso dall’agenda. Noi abbiamo fatto così: per un mese ci siamo detti che la penetrazione era vietata. Solo baci, carezze, massaggi, docce insieme. Nessun traguardo da raggiungere, nessuna prestazione da dimostrare.
Il risultato ci ha sorpresi. Senza l’obbligo di «arrivare da qualche parte» abbiamo ricominciato a toccarci per il gusto di farlo. E più di una volta il divieto è stato infranto, con grande soddisfazione di entrambi. Non è magia: è che la curiosità torna quando sparisce la pressione.
Piero, per esempio, era convinto che rinunciare alla penetrazione fosse una sconfitta. Dopo una settimana ha ammesso che non ricordava l’ultima volta in cui aveva baciato così a lungo. Il sesso come dovere ci aveva fatto dimenticare tutto quello che c’era prima e intorno al rapporto, che poi era la parte che ci piaceva di più.
Un altro passaggio fondamentale è parlarne, ma fuori dal letto. Non come un processo («Tu non hai mai voglia»), piuttosto come una scoperta comune: «Mi manca giocare con te. A te manca?». Se vi viene difficile, ricordate che il consenso vale anche dopo trent’anni di matrimonio: nessuno dei due deve sentirsi obbligato. Ne parliamo anche nella guida al consenso sessuale.

Come tornare a giocare: le idee che funzionano
Una volta tolto l’obbligo, si può rimettere il gioco al centro. Ecco cosa ha funzionato per noi e per molte coppie che ci scrivono:
- Cambiate copione. Orario, stanza, luce, musica. Il cervello si risveglia con le novità, anche piccole.
- Usate un gioco. Carte, dadi, giochi da tavolo erotici: lasciano decidere al caso e tolgono a entrambi il peso di dover proporre.
- Fate il «menu». Ognuno scrive cose che gli piacciono, cose che vorrebbe provare e cose che proprio no. Poi confrontate le liste.
- Alternatevi. Una sera decide uno, la volta dopo l’altro. Chi sceglie guida, chi riceve si lascia sorprendere.
- Ridete. Dopo trent’anni, una risata a letto vale più di qualsiasi lingerie.
Qualcuno storce il naso all’idea di programmare l’intimità: sembra poco romantico. Eppure c’è una bella differenza tra un appuntamento che vi date per il piacere di stare insieme e il sesso come dovere del sabato sera. Il primo è un invito, il secondo un obbligo. Cambia poco nel calendario e moltissimo nella testa.
E se volete approfondire, abbiamo raccolto le nostre abitudini preferite nell’articolo Dopo vent’anni insieme, il desiderio si allena: 7 abitudini.
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Quando il sesso come dovere nasconde altro
A volte il sesso come dovere non dipende dalla routine, ma da qualcosa che fa male, nel corpo o nella testa. Il dolore durante i rapporti, la secchezza legata alla menopausa, le difficoltà di erezione, certi farmaci, un periodo di depressione: tutto questo può spegnere la voglia, e non si risolve con un mazzo di carte.
Se sospettate che sia così, parlatene con il medico di base, il ginecologo o l’andrologo. E se il nodo è nella relazione, rancori vecchi o silenzi che pesano, un sessuologo o un terapeuta di coppia può aiutarvi a scioglierlo. Chiedere aiuto non significa aver fallito: significa tenerci abbastanza da voler stare meglio.
Un’ultima raccomandazione: evitate la caccia al colpevole. Spesso in coppia c’è chi ha più voglia e chi ne ha meno, e il secondo finisce per vivere il sesso come dovere mentre il primo si sente rifiutato. Nessuno dei due sbaglia. Siete due persone con ritmi diversi, che possono incontrarsi a metà strada.
Per le sere in cui avrete voglia di lasciare spazio al caso, nello shop c’è la sezione giochi da tavolo erotici: un modo leggero per rompere la routine e ricominciare a sorprendersi. Altre idee le trovate nella rubrica Over 50, che curiamo noi due.
E poi scriveteci in Chiedilo a noi: ci farebbe piacere sapere da dove ricominciate. Trent’anni di affetto sono un capitale. Il gioco è solo il modo di farlo fruttare.
Domande frequenti
Perché il sesso come dovere capita nelle coppie di lungo corso?
Perché routine, stanchezza e aspettative trasformano l’intimità in un appuntamento da rispettare. Molte persone, inoltre, hanno un desiderio responsivo: la voglia nasce durante l’intimità, non prima. Se si aspetta il desiderio spontaneo dei vent’anni e intanto ci si sente obbligati, il sesso diventa un compito invece che un piacere.
Come si ritrova il desiderio dopo tanti anni insieme?
Togliendo la pressione: periodi di sole coccole, senza traguardo, aiutano la curiosità a tornare. Poi si introducono novità, si parla fuori dal letto e si gioca, anche con carte o dadi. Se c’entrano dolore, farmaci o menopausa, meglio sentire il medico. Altre idee nell’articolo Dopo vent’anni insieme, il desiderio si allena.
— Franca & Piero