Fantasie e giochi di ruolo · di Lola
Le fantasie erotiche sono l’unico posto in cui siamo davvero liberi: nessuno ci guarda, nessuno giudica, nessuno chiede il conto. Il problema arriva dopo, quando una fantasia comincia a bussare e ci chiediamo se valga la pena raccontarla a chi dorme accanto a noi.
Sono Lola e oggi parliamo proprio di questo passaggio delicato: dal tenere una fantasia per sé al condividerla. Quando farlo, con quali parole, come reagire se l’altro sorride, arrossisce o dice di no. Niente formule magiche. Solo sei passi concreti, testati da molte coppie prima di voi. Perché le fantasie erotiche, quando trovano le parole giuste, smettono di essere un segreto e diventano un ponte.
In breve
- Avere fantasie erotiche è comune: la ricerca mostra che pochissime sono davvero rare.
- Pensare una fantasia non significa volerla realizzare: ci sono tre livelli, e ognuno va bene.
- Raccontare le fantasie erotiche al partner si può fare in 6 passi, scegliendo momento, parole e ritmo.
- Un «no» non chiude la conversazione: si negozia, si gioca, oppure la fantasia resta vostra.
Fantasie erotiche: perché le abbiamo (quasi) tutti
Cominciamo da una buona notizia: se avete fantasie erotiche, siete in ottima compagnia. Lo psicologo Justin Lehmiller, ricercatore del Kinsey Institute, ha chiesto a 4.175 americani tra i 18 e gli 87 anni di descrivere la loro fantasia preferita. Ne è nato il libro Tell Me What You Want e un elenco dei sette temi più ricorrenti, che l’autore riassume su Psychology Today.
Il campione non è rappresentativo di tutta la popolazione, lo dice lui stesso. Ma il messaggio è chiaro: le fantasie non sono un’eccezione, sono la regola. E i temi si somigliano parecchio da una persona all’altra, molto più di quanto pensiamo quando ce le teniamo strette in silenzio.
Perché le abbiamo? Le fantasie erotiche servono a tante cose, e nessuna ha bisogno di un permesso. Accendono l’eccitazione, ci fanno compagnia nei momenti di noia, ci permettono di esplorare ruoli e situazioni che nella vita reale non vivremmo mai. Sono un laboratorio senza rischi. Una specie di cinema privato dove siamo regista, attore e pubblico insieme.
C’è anche chi pensa di non averne. Spesso non è così: semplicemente non le chiama fantasie erotiche. Un ricordo che torna, un’immagine rubata a un film, un desiderio vago che affiora sotto la doccia. Anche quello è fantasticare, ed è altrettanto legittimo di una sceneggiatura dettagliata in tre atti.
Tenetelo a mente, perché è il primo mattone di tutto il discorso. Se una fantasia vi fa stare bene, non fa male a nessuno e resta nella vostra testa, è semplicemente vostra. Non dovete giustificarla. Non dovete nemmeno raccontarla, se non vi va. Le fantasie erotiche non sono un debito da saldare con il partner: sono un pezzo della vostra vita interiore, come i sogni e i ricordi.
Pensarla non vuol dire volerla fare
Ecco l’equivoco che blocca più conversazioni di qualsiasi altro: «Se gli dico che ci penso, crederà che voglio farlo». Oppure, dall’altra parte del letto: «Se lei fantastica su qualcun altro, allora non le basto».
La ricerca dice un’altra cosa. In una revisione del 2023 sulla letteratura scientifica, Lehmiller e la collega Amanda Gormezano sottolineano che ciò che fantastichiamo non coincide necessariamente con ciò che ci interessa fare o che facciamo davvero. Si può fantasticare su un’avventura in un ascensore senza alcuna voglia di farla in un ascensore vero, con le telecamere e il vicino del quinto piano.
Le fantasie erotiche lavorano spesso per simboli. Una scena di sottomissione può parlare di un bisogno di lasciarsi andare. Una scena con uno sconosciuto può parlare di novità, non di tradimento. Interpretare le fantasie erotiche alla lettera è come prendere alla lettera un sogno in cui volate sopra la città: nessuno, al risveglio, si butta dal balcone.

Capire questa differenza toglie un sacco di ansia. A voi, che avete paura di spaventare il partner. E a lui o a lei, che potrà ascoltare senza sentirsi in pericolo. Quando entrambi sanno che le fantasie erotiche non sono un ordine del giorno, se ne parla con molta più leggerezza.
I tre livelli delle fantasie erotiche: pensarla, raccontarla, giocarla
Mi piace immaginare le fantasie erotiche come una casa a tre piani, con le scale sempre libere. Al piano terra c’è la fantasia pensata: vive solo nella vostra testa e lì può restare per sempre. Al primo piano c’è la fantasia raccontata: la condividete con il partner, a parole, e diventa intimità. All’ultimo piano c’è la fantasia giocata: la mettete in scena, in tutto o in parte, con il consenso di entrambi.

Due cose importanti. La prima: non esiste un piano «migliore». Molte fantasie danno il meglio al piano terra, e portarle in scena le rovinerebbe. La seconda: si può salire un piano alla volta e scendere quando si vuole. Raccontare una fantasia non obbliga a giocarla. E giocarla una volta non obbliga a rifarla.
Questo schema è utile anche quando parlerete con il partner. Potete dirgli esattamente a che piano siete: «Te la racconto, ma per ora mi piace solo pensarci». È una frase semplice che toglie pressione a tutti e due.
Come raccontare le fantasie erotiche al partner in 6 passi
Veniamo al cuore della questione. Raccontare le fantasie erotiche è un piccolo atto di coraggio, perché mostra una parte di noi che di solito resta al buio. Ecco i sei passi che consiglio, nell’ordine in cui funzionano meglio.
1. Chiaritevi le idee da soli
Prima di parlarne, chiedetevi a che piano sta la vostra fantasia. Volete solo condividerla? Vi piacerebbe provarla? C’è una parte che vi attira e una che no? Più siete chiari con voi stessi, più sarà facile essere chiari con l’altro. Scrivetela, se vi aiuta: due righe su un foglio bastano. Molte persone scoprono proprio scrivendo che le loro fantasie erotiche sono meno «estreme» di quanto temevano.
2. Scegliete il momento giusto
Il momento peggiore è durante un litigio. Il secondo peggiore è a metà di un rapporto, all’improvviso, quando l’altro non ha modo di pensarci. Meglio un momento rilassato e intimo ma non per forza sessuale: una passeggiata, una cena a casa, il divano la domenica pomeriggio. L’importante è avere tempo e nessuna fretta di arrivare da qualche parte.
3. Aprite il discorso con una domanda
Raccontare una fantasia di punto in bianco può spiazzare. Iniziate da una domanda più leggera: «Ti è mai capitato di fantasticare su qualcosa che non abbiamo mai fatto?». Oppure partite da un pretesto esterno: un film, un libro, un articolo come questo. Lasciate spazio anche alle fantasie di coppia dell’altro: lo scambio rende tutto più equo.
| Frasi che aprono | Frasi che chiudono |
|---|---|
| «Ti va se ti racconto una cosa che immagino ogni tanto?» | «Devo dirti una cosa strana, non spaventarti» |
| «Mi piacerebbe sapere a cosa pensi tu, quando fantastichi» | «Perché noi non facciamo mai…» |
| «Per ora mi basta raccontartela» | «Se mi ami, dovresti provarla» |
4. Usate parole vostre, in prima persona
Non serve un vocabolario da romanzo. Serve sincerità. Le frasi in prima persona funzionano meglio: «Mi eccita l’idea di…», «A volte immagino che…». Evitate le frasi che suonano come un confronto o una richiesta: «Perché non facciamo mai…» mette l’altro sulla difensiva prima ancora di cominciare.
5. Partite da un dettaglio, non dal film intero
Non dovete raccontare tutta la sceneggiatura alla prima occasione. Partite da un elemento: un’atmosfera, un ruolo, un luogo, una sensazione. Osservate la reazione. Se l’altro è curioso, aggiungete qualcosa. Raccontare una fantasia a puntate ha anche un vantaggio nascosto: crea attesa. E l’attesa, si sa, è metà del piacere.
6. Ascoltate la risposta senza difendervi
Qualunque cosa dica il partner, prendetevi un respiro prima di rispondere. Una risata può essere imbarazzo, non scherno. Un silenzio può essere sorpresa, non rifiuto. Fate domande: «Cosa ne pensi?», «C’è una parte che ti incuriosisce?». E ringraziate per l’ascolto, comunque vada. Avete appena condiviso una cosa preziosa.
Prima di andare avanti, una curiosità tutta mia. Vi chiedo di essere sinceri: tanto è anonimo.
Il sondaggio
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Se l’altro dice no (o ride, o si offende)
Succede. E non è la fine del mondo, né della coppia. Un no a una fantasia non è un no a voi. Può voler dire «non adesso», «non così», «mi serve tempo», oppure semplicemente «non fa per me». Tutte risposte legittime.
Cosa fare, allora? Prima di tutto, rispettare il confine senza insistere. Il consenso vale anche per le fantasie: nessuno deve sentirsi obbligato a recitare un copione che non sente suo. Ne abbiamo parlato a lungo nell’articolo sul consenso sessuale, e qui vale tutto.
Poi si può negoziare. Spesso dentro una fantasia c’è un nucleo che piace a entrambi. Lui non vuole una terza persona nel letto? Forse lo intriga raccontarla come una storia, a voce bassa, mentre fate l’amore. Lei non se la sente di legarvi? Forse le piace l’idea di guidare lei, con le parole. Cercate il pezzo condiviso.
E se il partner si offende, o vi giudica? Allora la conversazione da fare è un’altra: non sulla fantasia, ma su come parlate di sesso. Chiarite che non state chiedendo niente, state solo condividendo. Se il disagio resta, una consulenza con un sessuologo o un terapeuta di coppia può aiutare a sbloccare il discorso.
«Una fantasia raccontata e rifiutata non è una sconfitta. È un pezzo di voi che l’altro adesso conosce.»
Le fantasie di coppia più comuni (e cosa raccontano)
Quali sono le fantasie erotiche più diffuse? Sapere che le vostre compaiono in una lista stilata su migliaia di persone aiuta parecchio a raccontarle. Tornando al lavoro di Lehmiller, i sette grandi temi emersi dalle risposte sono questi:
- Sesso con più partner, come il triangolo o l’orgia.
- Potere, controllo e sesso deciso: dominazione, sottomissione, BDSM.
- Novità, avventura e varietà: luoghi, pratiche e posizioni mai provati.
- Tabù, compresi molti feticismi.
- Passione, romanticismo e intimità.
- Relazioni non monogame, come la coppia aperta.
- Giochi di genere e omoerotismo.
Notate il quinto punto: tra le fantasie erotiche più comuni c’è anche la passione romantica. Non tutto è trasgressione. A volte la fantasia più potente è sentirsi desiderati come la prima volta.
Il secondo e il quarto tema meritano una parola in più. Dominazione e feticismi sono tra le fantasie che fanno più paura da raccontare, eppure sono tra le più diffuse. Se volete capire meglio il mondo dei feticismi, Max ve lo spiega con calma in cosa significa fetish.

E raccontarle conviene. In un altro studio di Lehmiller su 822 persone in coppie monogame, il 32,6% ha indicato una relazione aperta come parte della propria fantasia preferita. E chi aveva già condiviso o messo in pratica queste fantasie di coppia ha riportato in genere esiti positivi, spesso migliori delle aspettative. Parlare, insomma, raramente è il problema.
Dal racconto al gioco: come mettere in scena le fantasie erotiche
Se la conversazione va bene e decidete di salire all’ultimo piano, ecco alcune regole d’oro. Valgono per un gioco di ruolo leggero come per una scena più intensa.
- Accordatevi prima: cosa si fa, cosa no, fin dove si arriva. Meglio dirlo a mente fredda che scoprirlo a metà.
- Scegliete una parola di sicurezza: una parola neutra che ferma tutto, subito, senza spiegazioni. «Rosso» funziona benissimo.
- Cominciate in piccolo: una versione ridotta della fantasia, un assaggio. Se piace, la allargherete.
- Tenete il copione aperto: la realtà non sarà mai identica alla fantasia. Ed è un bene, perché sarete in due a scriverla.
- Parlatene dopo: cosa vi è piaciuto, cosa cambiereste, cosa no grazie. È il momento in cui la coppia cresce davvero.
Un costume, una benda, un mazzo di carte con i ruoli già scritti: certi accessori aiutano a entrare nella parte e a ridere insieme dell’imbarazzo iniziale. Se vi serve un’idea per rompere il ghiaccio, nella sezione Gioca online trovate giochi gratuiti pensati per due.
Fantasie erotiche e coppia: cosa cambia dopo averle raccontate
Una cosa che mi scrivono spesso le coppie che hanno fatto il grande passo: «Non abbiamo messo in scena niente, eppure è cambiato tutto». Succede perché condividere le fantasie erotiche sposta l’attenzione dal fare al conoscersi. Non state più indovinando cosa piace all’altro: lo sapete, o almeno avete cominciato a saperlo.
Lo studio britannico Natsal-3, condotto su oltre 15 mila persone tra i 16 e i 74 anni, ha rilevato che chi non riesce a parlare facilmente di sesso con il partner ha più probabilità di rientrare nel gruppo con la funzione sessuale più bassa. Non vuol dire che basti una chiacchierata per risolvere tutto. Vuol dire che il silenzio, di solito, non aiuta.
Ci sono poi effetti più sottili. Raccontare le fantasie erotiche crea un vocabolario comune: una parola, un’immagine, un riferimento che solo voi due capite. Basta un messaggio con quella parola, a metà giornata, per riaccendere un pensiero. È complicità allo stato puro, e non costa niente.
Infine, le fantasie erotiche condivise diventano un serbatoio a cui attingere quando la routine pesa. Non serve realizzarle per goderne: a volte basta evocarle, a voce bassa, mentre vi baciate. Il cervello, dopotutto, è l’organo sessuale più grande che abbiamo.
«Da quando ci siamo raccontati le nostre fantasie, abbiamo una parola in codice. La usiamo anche al supermercato. Nessuno capisce, noi ridiamo.»
Fantasie erotiche: quando lasciarle dove sono
Non tutte le fantasie erotiche vanno raccontate. Alcune sono preziose proprio perché sono solo vostre: un giardino segreto in cui entrare quando volete. Tenerle per sé non è mancanza di fiducia verso il partner. È rispetto per una parte intima di voi.
Ci sono anche fantasie erotiche che riguardano persone reali che conoscete: un collega, un’ex, l’amico di famiglia. Qui la delicatezza è doppia. Raccontarle con nome e cognome può ferire anche il partner più aperto. Se proprio volete condividerle, trasformatele: togliete il volto, tenete la scena.
E poi c’è la questione del tempo. Le fantasie cambiano con noi. Quella che a trent’anni vi sembrava irresistibile a cinquanta può farvi sorridere, e viceversa. Ogni tanto vale la pena fare un inventario, da soli o in coppia, come in un armadio al cambio di stagione. In fondo è anche questo l’educazione sessuale per adulti: rimettere in discussione quello che pensavamo di sapere su noi stessi.
Per le coppie insieme da tanti anni, poi, le fantasie erotiche sono un ingrediente prezioso contro la routine. Franca e Piero, che di anni insieme ne hanno ventisei, lo raccontano nel loro articolo «Dopo vent’anni insieme, il desiderio si allena: 7 abitudini».
Le vostre fantasie erotiche, qui
Siamo arrivati alla fine, e vi lascio con una certezza: le fantasie erotiche non sono un segreto da nascondere ma un linguaggio da imparare, a qualunque età. Si parla meglio con la pratica. La prima volta tremerà la voce, la seconda un po’ meno, alla terza vi chiederete perché non l’avete fatto prima.
Se volete trasformare una fantasia in un gioco, nello shop trovate la sezione giochi di ruolo: costumi, accessori e kit pensati per entrare nella parte con leggerezza. Non servono per forza. Ma a volte un oggetto aiuta a dire «adesso giochiamo» senza bisogno di troppe parole. Altre idee le trovate nella rubrica Fantasie e giochi di ruolo.
E se volete raccontare una fantasia a qualcuno prima ancora che al partner, c’è un posto fatto apposta: la pagina Le vostre fantasie, dove potete scriverla in forma anonima. Le più belle, con il vostro permesso, diventeranno storie. Per dubbi e domande, invece, c’è sempre Chiedilo a noi.
Io intanto vi aspetto. Con la mia, di fantasia, che per ora resta al piano terra.
Domande frequenti
È normale avere fantasie erotiche?
Sì. Le ricerche mostrano che le fantasie sono diffusissime: in uno studio su 1.516 adulti, su 55 fantasie diverse solo 2 sono risultate davvero rare. Conta l’effetto che una fantasia ha su di te, non il suo contenuto. Se ti crea angoscia o problemi, un sessuologo può aiutarti senza giudicare.
Come raccontare una fantasia al partner senza imbarazzo?
Scegli un momento rilassato e non sessuale, apri con una domanda leggera, usa frasi in prima persona e parti da un dettaglio invece che dall’intera scena. Chiarisci se vuoi solo condividerla o anche provarla, poi ascolta la risposta senza difenderti. Ne parliamo nella rubrica Fantasie e giochi di ruolo.
Avere una fantasia significa volerla realizzare?
No. La ricerca sulle fantasie sessuali indica che ciò che immaginiamo non coincide necessariamente con ciò che vogliamo fare davvero. Molte fantasie funzionano per simboli: parlano di novità, abbandono o potere più che di una scena da mettere in pratica. Per questo possono restare nella tua testa per sempre.
Cosa fare se il partner rifiuta una fantasia?
Rispetta il no senza insistere: il consenso vale anche per le fantasie. Poi cerca, se c’è, un elemento che piace a entrambi, oppure trasforma la fantasia in un racconto da sussurrare invece che da mettere in scena. Se il rifiuto diventa giudizio, può aiutare una consulenza di coppia.
— Lola